Cinema: The Avengers.

THE AVENGERS
REGIA: J. Whedon
GENERE: Azione
ANNO: 2012

TRAMA: Loki scende sulla Terra per impossessarsi del Tesseract, un cubo asgardiano di potenza inimmaginabile, e ridurre gli umani a suoi sudditi. Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., decide di chiamare all’appello i Vendicatori, un gruppo di supereroi che non hanno mai combattuto insieme ma che rappresentano l’unica possibilità di salvare il pianeta.

LUCI: Lo ammettiamo: ci aspettavamo una mezza cagata fumante, anzi, una cagata fumante e basta. Invece no (grazie a Dio, perché il biglietto non è stato proprio regalato!). Trama equilibrata, né rudimentale (stile “So’ er buono e meno er cattivo!”) né arzigogolata al limite della fusione delle scelluline grisge. Personaggi caratterizzati (strano, perché si tratta pur sempre di un film sui supereroi, ma si tratta anche pur sempre del regista di Buffy!) e capaci di dividersi equamente lo spazio all’interno della pellicola, anche se il Downey Jr. oscura tutti, suo malgrado, con un inarcamento del sopracciglio sinistro, quello del Diavolo. Sottolineiamo che, soprattutto nell’ambito dei film d’azione, si è vista raramente una pellicola che non ci dia una botta lì nell’ultima mezz’ora, ma che sviluppi la vicenda con cura e coerenza. Inoltre, ladies & gentlemen, anche i buoni le prendono di santa ragione:  per la prima volta, il supercattivo (che poi è Katy Perry col peacock) non muore chiudendosi il belino nella zip. I dialoghi non affondano nella banalità né nella retorica; quante volte le nostre orecchie martoriate hanno dovuto ascoltare frasi tipo “Non arrenderti, Johnny Susina! Quanti innocenti moriranno senza il tuo aiuto, zio!”, ma soprattutto la peggiore “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità!” (non è vero: da grandi poteri derivano ville a Montecarlo, Ferrari nel garage e una cabina armadio, se non un paio). Elemento fondamentale del film è, indubbiamente, l’ironia, che alleggerisce l’epicità e la durata eccessiva di alcune battaglie (il mio filosofo si dissocia, affermando che “Il sangue ci piace un frego!”, ma non ascoltatelo, perché lui apprezza il film su Dylan Dog, quindi non è degno di discutere di cinema!). 3D straordinerio, forse il primo esempio di pellicola che sfrutti a pieno questa tecnologia, tanto da valorizzare anche la scena meno spettacolare (altro che Avatar!). Infine, gli attori: sebbene alcuni si siano limitati a indossare costumi sgargianti (sì, Captain America, stiamo parlando di te!) o a irretire il pubblico femminile con capelli biondi e occhi azzurri (sì, Thor, stiamo parlando di te!), le performance sono state complessivamente positive. Merito al regista per aver valorizzato personaggi insipidi come Captain America, cui lo spettatore non avrebbe dato neanche una banconota da 2 €, e aver reinterpretato un eroe “difficile”, piatto e abusato come Hulk, rendendolo simpatico e (incredibile!) intelligente.

OMBRE: I personaggi femminili, come quella belloccia burrosa e fastidiosa di Scarlett Johansson o Robin Scherbatsky, sono piuttosto inutili. Anche fra i maschietti gli esempi di oscenità cinematografica non mancano, vedi Nick Fury alias la fiura delle banalità (scusate il gioco di parole, ma se siamo troppo simpatici prendetevela con Dio!): Samuel, ok che ti hanno pagato per asserire che “L’acqua bagna!” o “Il fuoco brucia!”, ma torna immediatamente a collaborare con Tarantino e datti cento frustate per ogni minuto in cui sei apparso in questo film. I primi dieci minuti, piatti e noiosi, tanto da far prevedere un seguito non proprio eccezionale: tenete duro e non ve ne pentirete.

VOTO: 8

CONSIGLIATO: Assolutamente sì. Sebbene il voto non possa superare l’8 (si tratta pur sempre di un fumettone), il film meriterebbe un 10 nel suo genere. Se non l’avete ancora visto, avete cinque minuti di tempo, quel tanto che basta per prenotare un biglietto del cinema; poi sarete esposti al pubblico ludibrio, con tanto di damnatio memoriae.

SE VI È PIACIUTO, CUZZATEVI: Iron Man (2008), Iron Man 2 (2010), The Amazing Spider – Man (2012).

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Cinema: Hugo Cabret.

Hugo Cabret
Regia: M. Scorsese
Genere: avventura
Anno: 2011

TRAMA: Il piccolo Hugo Cabret vive nascosto a Montparnasse. Rimasto orfano, si occupa degli orologi della stazione e coltiva il sogno di aggiustare l’uomo meccanico che conserva nel suo nascondiglio e che rappresenta l’unica eredità di suo padre; per farlo, sottrae gli attrezzi dal chiosco del giocattolaio, ma è colto in flagrante e derubato del taccuino con i disegni dell’automa. Riaverlo è una questione vitale.

LUCI: La Parigi luccicante e magica in cui la storia si snoda. I personaggi, promettenti e misteriosi. L’amore incondizionato e la poesia con cui Scorsese ritrae la nascita della macchina dei sogni, il cinema. Le due metà del film, ma solo se considerate singolarmente, come le bionde e il cervello, come i tettoni e il Q.I., come Conte e i capelli, come il governo e Berlusconi. Il 3D, realizzato tanto perfettamente da risultare ancora oggi, a un anno di distanza, come il migliore mai presentato nelle sale cinematografiche.

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Cinema: Harry Potter E I Doni Della Morte – Parte 2.

Harry Potter E I Doni Della Morte – Parte 2
Regia: D. Yates
Genere: fantastico
Anno: 2011

TRAMA: Poiché, volente o nolente, chiunque, su questo pianeta o su altri, ha letto, sfogliato o intravisto la saga, tralasceremo la trama: troppe parole, troppi fatti e, soprattutto, troppa fatica.

LUCI: Gli effetti speciali (per tirarcela un po’, in gergo tecnico FX), anche senza il 3D. Ron e Hermione (ma qualcuno, es. il mio ragazzo, avrebbe preferito Ron e Harry) che cedono alla passione. La botta di “Bastarda!” da Molly Weasley a Bellatrix Lestrange prima di polverizzarla. I sei film precedenti.

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