LE ORIGINI

Tutto comincia in una sera tempestosa d’aprile (una di quelle in cui i lupi si travestono da nonne e fanno la maglia) durante una passeggiata sulla “spiaggia” di Sturla con una coppia di conoscenti: il lui continua a lamentarsi, da un fantastiliardo di minuti, del fatto che “Genova è una città di vecchi, che non offre nulla ai giovani se non la noia…” (tralasceremo il resto del monologo per non annoiarvi a morte). Come Socrate decidiamo di tentare di estrarre la verità sepolta da qualche parte nel suo genoma (perché cervello è troppo!): con poche domande capiamo come l’untore della nostra Zena trascorra, da dieci anni, tutte le sue serate con la fidanzata o/e la solita cumpa eternamente intrappolato nel quadrilatero della banalità, ossia quello tra l'”anfiteatro” di Piccapietra (i giardini Giovanni Paolo II), piazza delle Erbe, il Porto Antico e De Ferrari. Nelle occasioni speciali invece… Da dieci anni, con la fidanzata o/e la solita cumpa si seppellisce in casa, non vogliamo immaginare a fare o/e a farsi cosa.

Rapiti dal furore sacro e desiderosi di sbattergli in faccia la sua ignoranza “teribbile” sulla sua stessa città, lo trasciniamo ai Bagni Santa Chiara: non potete immaginare l’espressione attonita sul volto dell’Uomo Sogliola nell’accorgersi, novello Cristoforo Colombo, che oltre Pizza Sbrano, belin, la città continua!!! Che stregoneria è mai questa?

Appagati dalla sua ammissione di colpa, consultiamo la nostra cerchia e ci accorgiamo che il caso del penitente dei Santa Chiara è drammaticamente più diffuso di quanto ci saremmo aspettati, nonché drammaticamente più simile a quello del ragazzo genovese medio: con tutti e quattro gli arti, con un mezzo di locomozione proprio e con un portafoglio mediamente pieno, ma che continua imperterrito a frequentare i soliti locali, magari pessimi, a fare le solite cose, magari noiose (e stupide!), con i soliti quattro coglioni, magari coglioni.

Con le tasche piene dell’andazzo generale decidiamo di sfruttare le potenzialità di internet per aprire gli occhi ai giovani genovesi, molto recalcitranti, dimostrando così che questa negatività potrebbe essere liquidata da una VOGLIA NATURALE E SANA di scoperta e di divertimento. Peccato però che le nostre considerazioni sulla pigrizia genovese siano confermate dal fatto che quasi nessuno lasci qualche riga di commento, nemmeno come gratificazione per la nostra fatica: ciò significa o che non siamo letti (possibilità smentita dal numero di visualizzazioni), o che non siamo interessanti, o che non possiamo essere contraddetti da lettori (o da gestori!) che non hanno mai messo piede nella maggior parte dei locali recensiti.

Questo pamphlet non vuole essere una lagnanza triste e inutile, ma l’ennesimo sprone rivolto ai zueni di Zena a liberarsi dei pesi morti, a muovere il culo e ad andare alla ricerca di posti, amici e amori nuovi. Perché esistono, li abbiamo visti, sono stati anche oggetto di un servizio di Mistero.

PS. Consiglio al sindaco Doria il venerabilissimo: metta un pedaggio a piazza delle Erbe, si ricordi di dare l’allerta e niente Telepass.

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12 pensieri su “LE ORIGINI

  1. anemmuinbiciazena ha detto:

    mi piace che dei giovani facciano autocritica e esortino a lasciare da parte gli stereotipi! è quello che cerco di fare tutti i giorni qui:

    http://anemmuinbiciazena.wordpress.com/
    perchè possiamo vivere la nostra città in modo nuovo, e qui
    https://www.facebook.com/groups/sempremareazena/
    perchè abbiamo sotto i nostri occhi una realtà meravigliosa che non sappiamo sfruttare (se non per 2 mesi all’anno, i più brutti peraltro)

    alegri!

  2. Franco Bampi ha detto:

    Ti ho visto oggi 15 luglio in Regione. Hai parlato e io mi sono marcato il nome del blog perché è in genovese. Due commenti. Il nome del sito è corretto belesse con una sola elle, poi il titolo ne ha due. Perché? Secondo “Respublica Superiorem Non Recognoscens” l’hai preso da me
    http://www.francobampi.it/liguria/
    o lo sapevi di tuo?
    Ciao
    Franco Bampi

    • E Bellesse De Zena ha detto:

      Ciao Franco! Sì, siamo noi! A quanto ci risulta dal dizionario di Genovese, bellessa si scrive con due L, ma noi siamo stati disattenti e nell’url ne abbiamo messa una.. Mea culpa! 😉 Per il motto, in realtà l’abbiamo scoperto studiando la storia di Genova e ci è piaciuto talmente tanto che ce lo siamo fatto anche stampare su una maglia! Comunque grazie della visita, appena possiamo contraccambiamo con piacere!

  3. Anonimo ha detto:

    Belin stupendo…l’idea è bellissima,le recensioni pure..e questo video nn lo conoscevo..ehehhehe
    Potreste recensire Rossocarne in via ravecca.Secondo me merita!!! (non è mio…) 🙂

    • Ebellessedezena ha detto:

      Intanto grazie dei complimenti, speriamo di poter ottenere ciò che ci prefiggiamo, cioè di scuotere un po’ la gioventù zeneize 😉 Per il locale, lo conosciamo di vista e lo abbiamo già notato, appena possibile ci faremo una capatina! Grazie per il consiglio, è proprio ciò che vogliamo 😀

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