Ristorante: La Buca (Hehehe) Di San Matteo.

La Buca Di San Matteo
Via D. Chiossone 5r, tel. 010 2362389
lunedì – domenica 12.10 – 14.30, 19.30 – 22.30

Ormai ci conoscete da un po’: siamo due pazzerelli, di quelli che fanno il contropelo alla vita. Perché non rischiare la buccia irresponsabilmente parlando non proprio benissimo di quel ristorantone  che è La Buca Di San Matteo? Infatti, eccoci. Innanzitutto, seguendo l’esempio di quel bonaccione di Vlad Tepes, terrorizziamo la cucina: rimaniamo attizzati dagli accostamenti originali (vellutata di ceci più gamberetti, triofiette con Castelmagno e porcini…), dalla presentazione curatissima, soprattutto dalle porzioni cassanesche, di quelle che ti sfondano di cornetti alla crema.

Cassano o cornetto alla crema?

Detto ciò, torniamo a essere impalatori: per sventolare sulla porta il certificato di eccellenza di TripAdvisor (e non il nostro, cazzo!), il ristorante propone un livello medio alto, sì, ma certamente non indimenticabile. Abbiamo mangiato piatti più gustosi (e anche più fantasiosi) in locali meno famosi.

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Ristoria salumante: Taggiôu.

TAGGIÔU
Vico superiore del Ferro 8, tel. 010 2759225
orario a brettio

Del suino, #sapevatelo, non si butta via niente, nemmeno gli zoccoli, riciclabili come taglia – sigari, nemmeno le oegin-ne, alternativa bio all’Amplifon. Nessuno ha incarnato l’essenza di questo detto meglio dei gestori del Taggiôu, capaci di valorizzare al massimo la natura porca e nobile di questo αὐτοκράτωρ βασιλεύς degli ani mali.

Il locale, più salumeria che ristorante, si trova in vico superiore del Ferro, tra via Garibaldi e via Luccoli, in una zona centralissima, raggiunta più o meno da ogni mezzo pubblico esistente e pucciata in mezzo alla movida di Zena. Consigliamo inoltre, durante il tragitto per raggiungere Suinoland, di osservare, ammirare e bestemmiare la passerella d’acciaio che congiunge Palazzo Rosso a Palazzo Bianco, sfregiando il bulbo oculare di chi la scorge suo malgrado. E poi, parcheggio??? Ciaone, proprio.

Gli interni, in pelle suina (o umana, tanto la differenza non si nota!), ricordano proprio quelli di una taverna d’altri tempi, accogliente e invitante, sebbene il sovraffollamento di tavolate, tavoli e tavolini (tutti rigorosamente a forma di tagliere) scoraggino chi ha intenzione di respirare tra un boccone e l’altro. Consigliato a chi non ha una compagnia propria, è rimbalzato anche dallo specchio ma vuole ugualmente farsi un selfie con altre venti persone.

Se, come noi, detestate gli aperitivi ma non avete abbastanza palanche per andare al ristorante, questo è il posto giusto: il menù, di sole due pagine, comprende una lista di vini corposa, una di tre birre… E basta.

Ma non temete: le fette di crudo, coppa, PANCETTA, LARDO, mortadella e salame che riceverete, insieme ad altri stuzzichini stuzzicani, saranno talmente tante (e tanto buone) da poterci ricavare un cappotto in inverno e un paio di bikini in estate. Anche se siete uomini. Anche se siete Lele Mora. Insomma, vi occluderanno le arterie, s’infiltreranno nel vostro encefalo, vi distrarranno con danze conturbanti e bombette puzzolenti finché non dimenticherete il menù. Per sempre.

Ultimo ma non ultimo, il tipo con il pizzetto che staziona dietro il bancone e che serve ai tavoli ha l’abitudine, piuttosto graziosa, di rimpinzare i suoi clienti con dozzine di taglieri anche in accompagnamento a una Coca Cola. Quando l’aperitivo assume tutto un altro significato. Non sarà particolarmente loquace, non sarà Fabio De Luigi, ma quando appare con un pezzo di pancetta sulla fronte diventa l’anima della festa.

Ultimo e proprio ultimo, tutto questo bendidio a 6 € a testa.

CONSIGLIATO: Assolutamente sì.

Categoria Voto
Qualità 9
Quantità 10.5
Ambiente 7.5
Servizio 7.5
Collocazione 7.25
Rapporto qualità – prezzo 10.5
Media 8.71

Bar: New Diagonal.

NEW DIAGONAL
Piazza Pollaiuoli 60r, tel. 340 2452528
martedì – domenica 16.00 – 20.00

Era una notte buia e buoia. Improvvisa come una scarica di genio nel cranio (“cervello” era troppo anche per noi!) di Giggi, ecco la domanda: con quale diritto gestiamo un blog sul divertimento a Zena, quando siamo gli unici, eretici e un po’ comunisti!, a evitare le Erbe (non le Dieci, quelle che fanno cagare!) come la peste?

Come oggetto della nostra inchiesta, scegliamo il locale in apparenza meno inquietante: il New Diagonal, prima Oblique, prossimamente Storto, per restare in tema.

La pagina Facebook del locale è un esempio straordinario di libero sfogo della fantasia, una summa di creatività che manco il Dio Padre: apertura alle 16.00 (sì, ma la serranda resta abbassata almeno fino alle 20.00), sala in stile giappo (sì, ma affittata a un ristorante che non ha nulla a che vedere col Diagonal), sottofondo musicale sempre diverso (sì, dalla musica!), aperitivo a buffet servito (???) comprendente taglieri di salumi (???), crocchette (???), salame (mah.. sì dai!) e formaggio (???).

Ma se mangiamo e beviamo bene, le info sono un dettaglio, no? Ecco. Potreste definire “bene” pizze e farinate “cotte” nel fornetto elettrico? Panini nel senso di pane e basta? Focaccia al pomodoro cosparsa da salsa rosa? Fette di salame residue del picnic della domenica del nonno partigiano?

Sempre in termini di bontà, come valutare un cocktail che dovrebbe comprendere ingredienti precisi e invece è preparato con gli avanzi della sera prima, cioè fondamentalmente all’orbetta? Evviva il Mojito con l’erba cipollina! Come valutare un analcolico a base di ghiaccio e sciroppo? Insomma, salviamo solo le birre perché grazie a Dio sono confezionate.

Il menù è veritiero e sballoso come una puntata di Forum: centocinquanta proposte, manco una nel frigo. L’Irish Pub 2.0.

Ok, mangiamo meglio a casa nostra, beviamo meglio dal cartone del Tavernello, ma almeno l’ambiente è rilassato e il personale è troppo simpatico! E invece no! Eccezion fatta per la barista, gentile, simpatica e fin troppo paziente, il resto della ciurma del pirata scoglionato può essere definito con una sola parola: Omar. Puntuale, cortese quanto affabile, attento alle esigenze del cliente, lavoratore accanito, joie de vivre pura condensata in pochi centimetri quadrati. E noi? Bugiardi. Oh, quanto siamo bugiardi!

Sì, ma ragashis! Qui uno spende poco poco e va in coma etilico facile facile, così facile che passa direttamente dalla veglia alla morte, senza mai essere (stato) lucido! Attenzione, però, il coma potrebbe essere procurato da tante altre cose, tra cui le infezioni batteriche, e in quel caso la situazione non sarebbe molto divertente: presupponendo che l’ambiente e la clientela del locale siano del tipo molto attento all’igiene fisica e mentale, vi ricordiamo che la vostra focaccia è stata precedentemente rosicchiata da altri, quindi ritagliata, congelata e servita nuovamente. Che i bocchini del vostro narghilè sono stati precedentemente sperleccati da altri, quindi appoggiati per terra e riposizionati sui tavolini. Che l’aroma che vi avvolge non è quello dei sogni ma quello della piscia e della cacca.

Insomma, la prossima volta potremmo anche evitare d’imitare San Tommaso.

CONSIGLIATO: Assolutamente no.

Categoria Voto
Qualità 2
Quantità – Varietà 6.5
Ambiente 6
Servizio 7
Collocazione 7.5
Intrattenimento 4.5
Rapporto Qualità – Prezzo 4
Media 5.36

Fast Food: BelanChePanino.

BELANCHEPANINO
Piazza Pollaiuoli 42r, tel. 333 4086258
lunedì – martedì 11.30 – 19.00
mercoledì – sabato 11.30 – 0.00

QUALITÀ: 9. La leggenda narra che, secoli or sono, un garzoncello, per conquistare il cuore della sua amata (che mai di nulla si accontentava), compì un viaggio che, dal Catai attraverso Torriglia e il Bangladesh, lo portò a scoprire il menù di Satana (per gli amici Sonny); purtroppo, il suo segreto andò perduto nei secoli, fino ai giorni nostri, quando il proprietario di questa panineria lo ha riscoperto stampato su una carta di Magic.

Gli elementi di questo maleficium sono, innanzitutto, ingredienti freschi e selezionati accuratamente (insalata rigorosamente bio, pomodori dell’orto, basilico “indiano”…), tanto da togliere al cibo quel sapore, caratteristico di molte altre paninerie, di polistirolo invecchiato; abbinamenti originali e divertenti (due partoriti dalla nostra mente perversa), con alcune proposte introvabili altrove, come il club sandwich e il chapati. Anche grazie agli hot dog, senza dubbio provenienti da maiali supreme, BelanChePanino si colloca tra le migliori (e più alternative) paninerie di Zena.
QUANTITÀ: 8. Quagliare questo voto è stato più difficoltoso del solito: insieme ai panini, abbiamo dovuto considerare la ciccionaggine di altri trenta, quaranta prodotti diversi. E la matematica non ci sopporta. Se panini e focaccine sono imbottiti con sfacciataggine, se le insalate sono tutto tranne che magre, se i dolci stanno ai diabetici come la patente alle bionde, purtroppo i chapati, sebbene molto gustosi, cadono nello stomaco come un sassolino nel pozzo di Sara Tommasi: dobbiamo ordinarne almeno due per essere soddisfatti, tre per essere obesi.
AMBIENTE: 8. Per essere una panineria nei caruggi, ovviamente non troviamo una terrazza stile liberty sul mare (anche se ci stiamo lavorando) ma comunque un ambiente semplice, ordinato, pulito e accogliente. Avanziamo l’ipotesi che il proprietario abbia studiato marketing presso la scuola Ikea, dove, a ogni piano, sei indotto a impossessarti con la forza di un carrello sempre più grande: lui ha tappezzato le pareti di menù infingardi grondanti grasso.

SERVIZIO: 7.5. Educazione sì, disponibilità sì, simpatia sì, bellezza manco goæi (nel senso più classico del termine), l’arte di vendere tappeti ai Persiani non classificabile. Per il futuro, consigliamo più fiducia in sé e nei propri prodotti.
COLLOCAZIONE: 6. Visitando piazza Pollaiuoli e zone limitrofe con la luce del sole, l’impressione è ottima: negozi aperti, viavai di turisti, angoli caratteristici, fiori, a volte cielo blu… Di notte, la zona beve e si trasforma, un po’ come i Gremlins: serrande per lo più abbassate, viavai di marcioni, toilette a cielo aperto, cadaveri di bottiglie, talvolta scie luminose di vomito a tasso alcolico elevato (ottime per non perdersi tra i carruggi, come le briciole di Pollicino). I mezzi pubblici, numerosi nelle zone circostanti, non servono la piazza per ragioni piuttosto ovvie, i parcheggi per l’automobile sono esclusivamente a pagamento e, nel fine settimana, pressoché introvabili. Al contrario, muoversi in moto è agevole e non presenta problemi particolari, sempre che qualche vigile non si ricordi improvvisamente che parcheggiare sui muri stile Spiderman è contrario al codice della strada. Nonostante tutto, però, il locale si trova nel centro di Zena, nel cuore della movida.
RAPPORTO QUALITÀ – PREZZO: 10 e lode. Due hot dog con salse a piacere e una birra a soli 8 €. Ok che il mugugno è libero, ma in questo caso parrebbe superfluo! Inoltre, il locale propone sconti, promozioni e iniziative che permettono di tenere i soldini al caldo nel portafoglio.

MEDIA: 8.17 > 7. 92

CONSIGLIATO: Assolutamente sì. Un locale “strategico”, dove colazionare/pranzare/spuntinare/cenare senza danneggiarsi in modo irreversibile la salute e a un prezzo lillipuziano. Un quarto di punto in meno sulla media a causa degli orari di apertura e chiusura che non sempre coincidono con quelli esposti sul sito, con il rischio di viaggi a vuoto e bestemmie a profusione.