2015, vieni con me se vuoi vivere.

Il nostro 2014. In ordine cronologico. Tirate voi le somme.

A merda:

  • Loro rompono un’amicizia ventennale con un tizio che, per ringraziarli del loro sentimento, tira culo a Capodanno e ruba 10 € per seminare zizzania.
  • Lui aspetta otto mesi perché un professore universitario gli riconosca 2 CFU.
  • Lei rischia lo sfratto.
  • Lui capisce di aver sbagliato relatore e inizia a perdere i capelli per lo stress. Ventun giorni di iniezioni nella chiappa sinistra.
  • Lei dà ripetizioni in una famiglia di squilibrati, che non paga.
  • Lui teme di perdere il gatto per complicazioni cardio – respiratorie dovute alla troppa erba gatta.
  • Lei trova lavoro presso un teatro la cui gestione, filantropicamente, decide di non pagarla. Ah, non avere un contratto!
  • Lui ha un esaurimento nervoso con strascichi violenti. Le emorroidi diventano un diversivo con attacchi una notte ogni tre giorni.
  • Lui deve rincorrere, fisicamente, il suo relatore per convincerlo a leggere la tesi prima di firmarla. L’arte di rubare uno stipendio!
  • Lui si laurea con 110 e lode per non trovare lavoro. E perdersi, per solo un mese, il concorso per fare il professore.
  • Loro iniziano il trasloco e si ritrovano con ventitré scatoloni da portare al sesto piano. Senza ascensore. Con 40 °C all’ombra.
  • Loro iniziano la pulizia della casa, lasciata dal coinquilino precedente in condizioni, come dire, critiche. Otto sacchi neri di rumenta e due viaggi all’Isola Ecologica.
  • Lui rinuncia all’automobile dopo il millemillesimo tappõllo del meccanico. 700 € per comprarla, 2000 € per rimetterla in sesto.
  • Lei scopre, all’Elba, di avere un eritema su tutto il petto: ciao mare!
  • Loro non vanno quasi mai al mare.
  • Loro trascorrono una settimana in Croazia e affrontano: venti ore di viaggio, pioggia, freddo, bagarozzi e febbre. Precisazione: chi afferma che la Croazia non è cara non ci è mai stato.
  • Lei ha un esaurimento nervoso, con strascichi cagottiani.
  • Lui si scontra con il professore che gli aveva promesso di pubblicare la tesi. Il professore non solo non lo farà, mentendo al riguardo, ma si risentirà anche per un augurio di morte tutto nella sua testa.
  • Loro affrontano la combo vicina di casa matta + figlia mongolesa nel senso di sana ma rincoglionita + cane – topo. Loro vincono solo grazie a 3.50 € di tappi per le orecchie.
  • Loro si schiantano in motorino. Ciò manda a puttane tutti i programmi per Capodanno.

Continua a leggere

Annunci

Focacceria – Pub: Pe ‘Na Vòtta.

Pe ‘Na Vòtta
Via F. Crispi, tel. 0185 1771124
lunedì – domenica 19.00 – 2.30

Quando hai toccato il Fondo, hai toccato il fondo. Ma dal Fondo puoi sempre risalire, almeno di qualche chilometro, fino a Pe ‘Na Vòtta, ritrovando così la tua dignità di avventore e di avventuriero della gola. Pe ‘Na Vòtta: quando Recco, il pub e la tradizione s’incontrano in riva al mare. Senza individui loschi che s’aggirano nei suoi fondi, né l’accoglienza calorosa di Cavassa. Il locale offre principalmente focacce, soprattutto al formaggio, pizzate e piadine, ma include nel menù anche una serie di piatti a base di carne (umana o salada) e di panini. Evidentemente, se abbiamo lasciato la #VBDM (ah, l’amore!) per andare fino quasi a Recco, la qualità dev’essere molto, molto, molto elevata. E lo è. #Godéndo. La focaccia è attraente, affascinante e formaggiosa, peccato abbia le dimensioni di un 45 giri e sia altrettanto sottile. Nemmeno Gianni Morandi potrebbe inciderci un singolo. Tutto il resto, al contrario, è progettato per aumentare la massa grassa del cliente, per poi poterlo usare come tacchino il giorno del Ringraziamento.

I menü sono tre, spessi, senza figure: per ordinare è necessario essere in possesso di PET, FIRST e possibilmente ECDL. Si raccomanda caldamente uno stato di sobrietà impeccabile, pena il risvegliarsi sul Karaboudjan direzione Marocco, destinazione 12 Anni Schiavo (che film della minchia!).

Continua a leggere

Extreme Excursionism – Stagione 2: In Giro Ai Forti Ci Cagano I Soldati.

In un martedì soleggiato e caldo, l’aria era satura di sete di sfida (tanto, alla sfiga erano già riservati gli altri giorni della settimana!). In jeans e All Stars nonostante i 40 °C e i 40 ladroni, nonostante il percorso accidentato e nonostante il fatto che, su quelle montagne maledette, avessimo già perso Sylvester,

ci incamminiamo sulla via del Samurai che collega notoriamente Trensasco al Righi, partendo ovviamente dalla #VBDM perché siamo dei pezzunti.

Il percorso parte dal bar – trattoria La Baita Del Diamante e prosegue, in falsopiano (e quando diciamo falso, diciamo falso!), fino al Castellaccio, attraversando spazi aperti molto ampi e zone boscose che alternano sole e ombra, rendendo questa escursione adatta quasi a ogni stagione (ci raccomandiamo, evitate la notte che sennò vi assacchettate nei rovi e non vogliamo avervi sulla coscienza!). La difficoltà del tragitto è molto bassa (dato che nessuno vi costringe a scoppiarvelo tutto avanti e indietro!) ed è rappresentata esclusivamente dai sassetti fetenti che s’infileranno nelle sneakers, rendendo l’esperienza più spirituale. Riguardo l’abbigliamento, noi consigliamo esclusivamente qualcosa di comodo, anche se c’è chi (e l’abbiamo vista con questi occhi di cane!)

ha deciso di affrontare la morte sui tacchi, come una cogliona vera.

Alcuni di voi, di fronte a questa descrizione, storceranno il naso, esclamando bovinamente: “Escursione? Natura?? Fatica??? Silenzio???? Nanna pisolino!!!!!”; noi, questi, li cataloghiamo come senza speranza. Tutti gli altri, quelli normali, potrebbero essere tentati non solo dai panorami, che spaziano da quelli brutti (vedi San Gottardo) a quelli medi (vedi Torrazza) a quelli stupendi (vedi il mare!), ma anche dalle attrattive naturalistiche e storiche, numerosissime, che s’incontrano lungo la strada, come la flora, la fauna e la serenella, ma anche le neviere e i forti, raggiungibili (abbastanza) comodamente proprio dal sentiero.

Purtroppo non c’è rosa senza spine (ma solitamente non c’è nemmeno rosa senza tigrato, che forse è ancora più inquietante): per quanto i sentieri siano puliti e segnalati con precisione, lo stato dei forti, delle neviere e delle aree “attrezzate” è sempre lo stesso, con muri pericolanti o crollati, sterpaglie che minacciano di inghiottire anche i turisti e mancanza assoluta di segnaletica e di mezzi (tranne il trenino di Casella) che colleghino questo patrimonio col resto del mondo. Di questo, però, ne abbiamo già parlato più approfonditamente altrove, proponendo un’iniziativa sostenuta anche da Era Superba ma, come sempre (che vi costerà, poi?!) inascoltata.

Ciancio alle bande, ragazzate quel consegno e godetevi la PHOTOGALLERY, detta anche galleria di foto, delle meraviglie che potreste incontrare se spegneste il cellulare (non il pc, che dovete leggerci!) e accendeste gli occhi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

CONSIGLIATO: Assolutamente sì.

Partenza Destinazione Tempi Di Percorrenza
Trensasco Righi 1 h. 15 min.
Righi Trensasco 1 h. 15 min.

Lo Hobby, Parte Prima, Titolo Terzo, Art. 43, Comma 1: Storia Di Gente Che Aveva Un’Auto, Benzina E Tempo Da Perdere.

In un giorno di non pioggia, due tizi che non sono né Andrea né Giuliano (meno male, anche perché Giuliano è questo), ma forse Mirko dei BeeGees e Caroline Jones, prendono una direzione a caso: la val Fontanabuona. Giunti ad Eo la Ridente, il passo delle Ferriere spalanca improvvisamente le sue fauci nere verso di noi; che fare, dunque? Indietreggiare vigliaccamente o proseguire nel viaggio? Per Diana, se anche quello sminchiato di Frodo, alto un metro e un cazzo e coi piedi pelosi, c’è riuscito, perché noi no? Ce l’avremmo fatta.

Tappa n° 1: del viaggio da Lumarzo a Chiavari abbiamo ricordi confusi, forse causati dalle esalazioni di queste piante misteriose, probabilmente immingrate!

Lasceremo parlare, quindi, il nostro subconscio, più che affidabile. Il percorso della Strada Provinciale 225 si snoda tra una serie di paesini caratteristici e sballosi, in una valle molto aperta, molto verde e molto valle. La val Fontanabuona prende il nome da una fontana presente anticamente nella piazza di Favale di Malvaro, da cui gli abitanti attingevano un’acqua pregiatissima, a tasso alcolico elevato. Ehm ehm. Per secoli, il territorio fu dominio feudale della famiglia dei Fieschi, conti di Lavagna “falsi” perché autonominatisi; ancora oggi, il 14 agosto, la cittadina festeggia il matrimonio tra Opizzo Fiesco e Bianca dei Bianchi con una torta di tredici quintali. Oltre ciò, ricordiamo, nell’ordine: gli outlet, i mobilifici e le lattonerie, dove ogni latonê della #VFB può rifugiarsi per seguire le pratiche massoniche indette dall’ordine, tra cui la “burracata”, una partita di burraco iniziatica della durata di 24 giorni, 8 ore e 6 minuti, che si conclude con la morte di tutti i partecipanti.

#Sapevatelo: la principale corrente migratoria che ha interessato la valle fu verso le regioni amburghesi ed ebbe come obiettivo il commercio dei giocattoli; a tutt’oggi, in alcune città tedesche, possiamo incappare in una Kleinesschimdtstrasse, una sorta di quartiere in cui le famiglie residenti sono tutte dedite alla costruzione di giochi tradizionali.

Tappa n° 2: la prima parte del nostro viaggio termina a Chiavari, dove ci concediamo una sosta di 45 minuti in un panificio e di 5 su una panchina insieme a due rappresentanti dell’età media ligure. Che dire di Chiavari? Da turisti ignoranti, dobbiamo ammettere di non conoscere abbastanza il suo territorio per parlarne approfonditamente; come ogni cafone che si rispetti, abbiamo visitato solo il lungomare, che è pur sempre un lungomare, lì come ad Albenga, lì come a Ventimiglia ecc.

#Sapevatelo: Il 1 aprile 2014 il comune di Chiavagna, che raggruppa le circoscrizioni di Chiavari, Lavagna, Carasco e Cogorno, vede la luce alla presenza di Massimo Burlando, presidente della Regione.

Tappa n° 3: Chiavari – Recco. Cosa spingerebbe, potreste domandarvi, due viveur come noi a macinare tutti quei chilometri per tornare a Recco? Ebbene, essenzialmente tre motivi: Zoagli, la Ruta di Camogli e le gare di auto clandestine. Dopo aver percorso una strada panoramica che si snoda tra montagne rocciose, colline verdi, santuari, chiesette, castelli e ville in stile Liberty, con scogliere a picco sul mare più limpido che abbiamo mai visto (battuto forse solo da questo, 200 chilometri a ponente) in quale altro luogo potremmo mai voler vivere, noi poveri mortali?

Potreste giustamente obiettare che altri posti nel mondo (che noi non abbiamo ancora visitato) paragonati alla Liguria sono come la basilica di San Pietro paragonata a quella di San Belino Abate, ma se riusciamo ancora a vivere di turismo, nonostante gli sforzi titanici che facciamo per ostacolarlo, un motivo ci sarà.

Da Lumarzo a San Colombano Certenoli, dalle Ferriere a Chiavari, da Rapallo a Zoagli, la Liguria offre ogni paesaggio, anche quello lunare (ma solo se venite in #VBDM). Un’ultima domanda: perché, perciò, un Ligure dovrebbe andare in vacanza al mare in un posto che non è la Liguria? Per buttare via le palanche? We can’t believe it.

CONSIGLIATO: Assolutamente sì.

Partenza Destinazione Tempi Di Percorrenza
Genova Est Chiavari 1 h. 15 min.
Chiavari Recco  40 min.
Recco Genova Est 25 min.

La Repubblica (de Zena) colpisce ancora: abbiamo ancora qualche merluzzo al nostro arco!

Tanto tempo fa in una Zena lontana, lontana…
Sono tempi duri per i due autori. Nonostante la Tesi Nera non sia ancora stata stampata, gli agenti del Bene (ristoratori, baristi, gelatai, registi di spessore artistico pari a quello di una foglia) hanno stanato gli autori ribelli dalle loro basi nascoste (essenzialmente la #VBDM) e li hanno perseguitati attraverso la Liguria.
Dopo essere sopravvissuti ai nostri attacchi continui, ma soprattutto legittimi, ma soprattutto soprattutto, un gruppo di delinquenti della libertà guidato da Egizio Sciaccabratta (e se non capite che è il contrario di Skywalker, meritate BeeGees al governo, o peggio Napolitano al Quirinale!) ha stabilito una base segreta sul lontano mare fecale del pianeta Sturla.
I malvagi autori, ossessionati dall’idea che il giovane Sciaccabratta potesse rimanere impunito, hanno inviato migliaia d’insulti fino ai più lontani confini della Repubblica…

Continua a leggere