Cinema: Biancaneve E Il Cacciatore.

BIANCANEVE E IL CACCIATORE
Regia: R. Sanders
Genere: Avventura
Anno: 2012

TRAMA: Incantato il padre di Biancaneve, Ravenna ne diventa consorte e lo assassina durante la prima notte d’amore, rinchiudendo sua figlia nella torre. Gli anni passano e il cuore di Biancaneve, cresciuta in bellezza (???) diviene una promessa d’immortalità per la Strega, che la chiama al suo cospetto, ma la principessa fugge nella foresta. Ravenna lancia un cacciatore al suo inseguimento, tra nani, orchi e fatine.
LUCI: Il fatto che siamo qui, a cercare affannosamente qualcosa con cui riempire questo campo, vi dimostra quanto siamo magnanimi. Salviamo il personaggio della matrigna – strega – mammachelavora, confezionato abilmente e con qualche tocco di originalità. Salviamo (ma non ne avrebbe avuto bisogno) Charlize Theron, folgorantemente bona e inquietantemente brava; salviamo (un po’ a sorpresa) anche quel bonazzo di Chris Hemsworth, che dopo essere stato solo biondo e addominalato in Thor e solo biondo in The Avengers, ora potrebbe essere biondo, bello e bravo (). Salviamo i costumi di Ravenna, ispirati all’oscurità e alla malvagità (ricordiamo quello fatto con ali di corvo) e qualche effetto speciale, come le visioni oniriche nella foresta stupe – fatta o l’armata tenebrosa. Ok, ci siamo sforzati abbastanza: non andiamo oltre, che sennò facciamo un guaio.
OMBRE: Tranne quanto scritto sopra, tutto ciò che è stato rapito fra i titoli di testa e quelli di coda. Problema: se Kristen Stewart è un oltraggio alla settima arte (ma anche alle altre sei), al buon gusto cinematografico, al bon ton, alla netiquette e al Codice Da Vinci, perché nessuno l’ha ancora fatta interdire dal palcoscenico? Perché nessuno l’ha denunciata per truffa, per aver concimato i ciglioni di Lily Collins, per aver spezzato il cuore di quest’uomo e per aver fatto diventare donna quest’uomo? Quella donnaccia non ha certamente l’aspetto fisico adeguato per interpretare la bellezza con la b maiuscola, non è simpatica e non ha doti attoriali sufficienti nemmeno per interpretare una comparsa in un porno. Come cazzo è possibile che Charlize Theron debba preoccuparsi di quel ravatto lì? Fatevi forza, parliamo dei dialoghi: prendete una cinquantina di vocaboli ricorrenti nei film fantasy, come fuoco, ghiaccio, ferro, lotta, libertà, giustizia e senape (vocaboli rubati alla sigla di Acciommen), fateli mescolare da una scimmia non vedente, fateli recitare da un insieme di babbuini psicopatici e otterrete i discorsoni del film, più bbbrutti anche di quelli di Killer Elite. La trama non è nemmeno cugina della favola di Biancaneve, se non per qualche elemento inserito frettolosamente e forzatamente, es. la mela fuffosa, il cacciatore un po’ “raffnato”, i nani, le fatine, il cervo becco e contento. Insomma, signore e signori della giuria, siamo di fronte a un “copia e incolla” truffaldino e scandaloso da almeno un altro centinaio di film: Il Signore Degli Agnelli, Robin Hood (di Scotty), La Storia Infinita, Legend, Harry Potter, Narnia, la trilogia di Twilight, Giovanna D’Arco, perfino The Boogeyman. E citare dieci film per una cagata come questa è comunque troppo. Non contenti, rilanciamo: battute e sequenze non solo inutili ai fini della storia, ma anche (spesso) prive di senso, es. una bimba nata bionda e cresciuta color stronzo, che rimane nella sua cella per vent’anni e non si accorge MAI del chiodo sporgente che le permetterà la fuga, che nasconde leggings di pelle sotto il vestito (nel Medioevo), che trova un cavallo bianco di Napoleone (che se ne incannella di lungo) ad aspettarla sulla spiaggia. Perché? Chi? Cosa? Dove e quando?

VOTO: 3

CONSIGLIATO: Assolutamente no. Questo film è brutto, ma così brutto che la mamma di Sanders ha spammato tutti con mail che urlavano “Se vi amate, dategli fuoco!”. È piaciuto solo a Burlando, ma lui è quello dei porcini.

SE VI È PIACIUTO, CUZZATEVI: Giovanna D’Arco (1999), la saga di Harry Potter (2001 – 2011), la saga delle Cronache Di Narnia (2005 – 2010).

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Cinema: Men In Black 3.

MEN IN BLACK 3
Regia: B. Sonnenfeld
Genere: Azione
Anno: 2012

TRAMA: Boris l’animale è un alieno brutto e cattivo; rinchiuso in un carcere di sicurezza massima sulla Luna, fugge e semina il panico sulla Terra. Il suo obiettivo è uccidere l’agente K, che quarant’anni prima lo ha sbattuto in prigione dopo averlo privato di un braccio. L’attacco imminente alla Terra e la “dipartita” di K spingono J a viaggiare indietro nel tempo, alla ricerca di un passato da modificare perché il futuro sia migliore e K sia “socievole” e sereno.
LUCI: La trama, strutturata coerentemente, originale e divertente; forse il primo film della trilogia a superare la simpatia e a presentare una vicenda, oltre che spassosa, consistente. Se nel primo K, dopo aver assoldato il coglioncello J, è chiamato a sconfiggere un vermone alieno, con addosso il suo Edgar – abito (stima massima al regista per aver partorito un’idea simile), e nel secondo è richiamato in servizio per impedire la distruzione della Terra ma soprattutto per dare a Sonny la scusa per offrire agli spettatori la visione di un’aliena tettuta e abbagasciata, qui la trama poggia su una serie di sviluppi che approfondiscono le relazioni tra i personaggi e stanno in piedi da sole, nonostante qualche “nebbia” della vicenda che non si dirada mai del tutto, come nella mente di quest’uomo. Sebbene tratti prevalentemente di viaggio nel tempo, non c’è nessun punto in cui lo spettatore non capisca chiaramente cosa stia accadendo, chi sia chi e cosa stia facendo. Gli attori sono tutti spettacolari, anche Tommy Lee Jones, soprattutto Tommy Lee Jones, perché si può essere attore in due modi: o ricoprendosi di rughe a furia di espressioni facciali o, come nel suo caso, ricoprendosi di rughe.. boh! Will Smith è, come al solito, il protagonista del set e dà sfoggio di una bravura insuperabile e di una fisicata tutta sua (non possiamo dire lo stesso della fisicata metafisica di Nicholas Cage in Ghost Rider, che in maglietta è la metà di quand’è nudo; nasconderà una pompetta da qualche parte, forse sotto il parrucchino?). Josh Brolin è magnifico, anche perché non sappiamo quale incantesimo/droga abbia usato/abusato, ma sembra davvero un Tommy Lee Jones più giovane di centocinquant’anni, cioè come lo vedete oggi. Anche l’antagonista, raccapricciante in vero stile M.I.B., e i personaggi secondari, geniali (es. Andy Warhol, agente sotto copertura stressato e senza idee, o Griffin l’alieno) e curatissimi. Le ambientazioni, soprattutto la New York degli anni ’60, e la colonna sonora, adeguate, colorate e anche un po’ psichedeliche. Sia maledetto chi ha avuto la chioma sullo stomaco e l’ardire oltraggioso di sussarsi tutta la saga di Twilight e non si è purificato guardando almeno una commedia di Sonnenfeld (di quelle belle); ecco, a te diciamo: “La turbo – diarrea (che non esiste al momento, ma ci stiamo lavorando) ti perseguiterà. Hai presente quando Sturla è stata sommersa dalla merda (sì, bimbi, non era fango, era proprio merda!)? L’artefice è stato uno beffato dal tuo stesso destino cinico e baro!”.
OMBRE: La trama non è particolarmente complessa, ma nonostante ciò lascia lo stesso troppi interrogativi irrisolti, tanto che è necessario “studiare” la pellicola almeno un paio di volte per cogliere a pieno tutte le sfumature. Aggiungiamo che, stavolta, gli effetti speciali hanno cannato: paradossalmente, sebbene più antiquati e meno tecnologici, erano realizzati meglio negli altri due film.

VOTO: 7.75

CONSIGLIATO: Sì. Se siete appassionati della saga o della comicità alla Sonnenfeld, anche assolutamente sì. Conclusione triste e amara: i soldi spesi meglio nell’anno cinematografico in corso sono stati quelli per The Avengers e per M.I.B. 3; ciò la dice lunga sulla qualità degli altri film in uscita.

SE VI È PIACIUTO, CUZZATEVI: Men In Black (1997), Men In Black II (2002).

Cinema: The Avengers.

THE AVENGERS
REGIA: J. Whedon
GENERE: Azione
ANNO: 2012

TRAMA: Loki scende sulla Terra per impossessarsi del Tesseract, un cubo asgardiano di potenza inimmaginabile, e ridurre gli umani a suoi sudditi. Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., decide di chiamare all’appello i Vendicatori, un gruppo di supereroi che non hanno mai combattuto insieme ma che rappresentano l’unica possibilità di salvare il pianeta.

LUCI: Lo ammettiamo: ci aspettavamo una mezza cagata fumante, anzi, una cagata fumante e basta. Invece no (grazie a Dio, perché il biglietto non è stato proprio regalato!). Trama equilibrata, né rudimentale (stile “So’ er buono e meno er cattivo!”) né arzigogolata al limite della fusione delle scelluline grisge. Personaggi caratterizzati (strano, perché si tratta pur sempre di un film sui supereroi, ma si tratta anche pur sempre del regista di Buffy!) e capaci di dividersi equamente lo spazio all’interno della pellicola, anche se il Downey Jr. oscura tutti, suo malgrado, con un inarcamento del sopracciglio sinistro, quello del Diavolo. Sottolineiamo che, soprattutto nell’ambito dei film d’azione, si è vista raramente una pellicola che non ci dia una botta lì nell’ultima mezz’ora, ma che sviluppi la vicenda con cura e coerenza. Inoltre, ladies & gentlemen, anche i buoni le prendono di santa ragione:  per la prima volta, il supercattivo (che poi è Katy Perry col peacock) non muore chiudendosi il belino nella zip. I dialoghi non affondano nella banalità né nella retorica; quante volte le nostre orecchie martoriate hanno dovuto ascoltare frasi tipo “Non arrenderti, Johnny Susina! Quanti innocenti moriranno senza il tuo aiuto, zio!”, ma soprattutto la peggiore “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità!” (non è vero: da grandi poteri derivano ville a Montecarlo, Ferrari nel garage e una cabina armadio, se non un paio). Elemento fondamentale del film è, indubbiamente, l’ironia, che alleggerisce l’epicità e la durata eccessiva di alcune battaglie (il mio filosofo si dissocia, affermando che “Il sangue ci piace un frego!”, ma non ascoltatelo, perché lui apprezza il film su Dylan Dog, quindi non è degno di discutere di cinema!). 3D straordinerio, forse il primo esempio di pellicola che sfrutti a pieno questa tecnologia, tanto da valorizzare anche la scena meno spettacolare (altro che Avatar!). Infine, gli attori: sebbene alcuni si siano limitati a indossare costumi sgargianti (sì, Captain America, stiamo parlando di te!) o a irretire il pubblico femminile con capelli biondi e occhi azzurri (sì, Thor, stiamo parlando di te!), le performance sono state complessivamente positive. Merito al regista per aver valorizzato personaggi insipidi come Captain America, cui lo spettatore non avrebbe dato neanche una banconota da 2 €, e aver reinterpretato un eroe “difficile”, piatto e abusato come Hulk, rendendolo simpatico e (incredibile!) intelligente.

OMBRE: I personaggi femminili, come quella belloccia burrosa e fastidiosa di Scarlett Johansson o Robin Scherbatsky, sono piuttosto inutili. Anche fra i maschietti gli esempi di oscenità cinematografica non mancano, vedi Nick Fury alias la fiura delle banalità (scusate il gioco di parole, ma se siamo troppo simpatici prendetevela con Dio!): Samuel, ok che ti hanno pagato per asserire che “L’acqua bagna!” o “Il fuoco brucia!”, ma torna immediatamente a collaborare con Tarantino e datti cento frustate per ogni minuto in cui sei apparso in questo film. I primi dieci minuti, piatti e noiosi, tanto da far prevedere un seguito non proprio eccezionale: tenete duro e non ve ne pentirete.

VOTO: 8

CONSIGLIATO: Assolutamente sì. Sebbene il voto non possa superare l’8 (si tratta pur sempre di un fumettone), il film meriterebbe un 10 nel suo genere. Se non l’avete ancora visto, avete cinque minuti di tempo, quel tanto che basta per prenotare un biglietto del cinema; poi sarete esposti al pubblico ludibrio, con tanto di damnatio memoriae.

SE VI È PIACIUTO, CUZZATEVI: Iron Man (2008), Iron Man 2 (2010), The Amazing Spider – Man (2012).