La Repubblica (de Zena) colpisce ancora: abbiamo ancora qualche merluzzo al nostro arco!

Tanto tempo fa in una Zena lontana, lontana…
Sono tempi duri per i due autori. Nonostante la Tesi Nera non sia ancora stata stampata, gli agenti del Bene (ristoratori, baristi, gelatai, registi di spessore artistico pari a quello di una foglia) hanno stanato gli autori ribelli dalle loro basi nascoste (essenzialmente la #VBDM) e li hanno perseguitati attraverso la Liguria.
Dopo essere sopravvissuti ai nostri attacchi continui, ma soprattutto legittimi, ma soprattutto soprattutto, un gruppo di delinquenti della libertà guidato da Egizio Sciaccabratta (e se non capite che è il contrario di Skywalker, meritate BeeGees al governo, o peggio Napolitano al Quirinale!) ha stabilito una base segreta sul lontano mare fecale del pianeta Sturla.
I malvagi autori, ossessionati dall’idea che il giovane Sciaccabratta potesse rimanere impunito, hanno inviato migliaia d’insulti fino ai più lontani confini della Repubblica…

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Pizzeria: Il Focone.

IL FOCONE
Via 5 maggio 20N, tel. 010 3773313

QUALITÀ: 7. Appena servita al cliente, la “piuzza” ha un aspetto invitante, un profumo inebriante e un sapore seducente, proprio come Monti (alias Moloch, il principe demoniaco del Fisco); peccato che, dopo solo dieci minuti, la piuzza si trasformi in un ammasso di gomma, poco digeribile e ancor meno salutare, proprio come Monti. Inoltre, anche se non possiamo parlare per esperienza personale, i piatti di pesce che ci sono passati (impietosamente) sotto il naso, diretti verso i tavoli dei bimbi ricchi, hanno una faccia davvero invitante ed emanano un odorino delizioso.
QUANTITÀ: 7. Non potremmo nasconderci una pizza nelle tasche, e questo è già qualcosa. Ma come siete banalmente nella media!
AMBIENTE: 9. In inverno, il locale è una delle pizzerie più eleganti di Zena, strutturata intelligentemente (con tanto di zona riservata ai fumatori) e arredata con gusto. La pulizia è eccellente, la manutenzione della toilette anche (conosciamo gente, di cui non faremo il nome se prima non ci pagate, che prenota solo per fare la cacca nel bagno del Focone!). In estate, a ciò si aggiunge anche la possibilità di usufruire della veranda a picco sul mare, di una bellezza indescrivibile. In entrambe le stagioni, ovviamente, si gode di una vista mozzafiato.
SERVIZIO: 2 (punitivo). Se considerassimo il tempo di attesa medio, anche a locale vuoto o semivuoto, il voto sarebbe – 50. Aspettare una pizza per quasi un’ora è reato in ogni paese dell’Unione Europea; la pena? Smutandamento matto e disperatissimo. Da parte di quella patatona della Merkel. Senza vasellina. Inoltre, particolare irritante: questa attesa inumana è giustificata da una mussa enorme, stampata a caratteri cubitali sul menù, che recita “In questo locale non c’è nulla di precotto”. Nan, già che trebbi il grano, raccogli le uova, tiri la pasta e mungi le vacche, mi dai anche il bianco in casa? Uniche note positive sono la professionalità e l’efficienza del personale di sala (tutti tranne alcuni, ma quelli si riconoscono dalla pettinatura a culo anni 90) e la focaccia calda servita, quasi sempre, a inizio serata.
COLLOCAZIONE: 8. Il locale domina il golfetto di Sturla, posizione che assicura un panorama mozzafiato (in tutti i sensi). Se la raggiungibilità, a piedi o con i mezzi pubblici, è piuttosto garantita, al contrario la situazione parcheggio varia sensibilmente a seconda dei giorni della settimana: casa di riposo nei feriali, crisi umanitaria il sabato sera. Nei dintorni, segnaliamo una quantità discreta di locali, gelaterie e intrattenimenti vari (es. Bagni Liggia, Gelateria Priaruggia).
RAPPORTO QUALITÀ – PREZZO: 4.5. Il prezzo della pizza, in rapporto alla qualità, non proprio eccellente, e alla quantità, un po’ ridotta, è comunque accettabile; i dessert, palesemente acquistati alla Coop (noi non serviamo nulla di precotto, no, ci mancherebbe altro!) sono cari come il sangue. E poi diciamocelo, un piatto di gnocchi al pesto 11 €. Incommentabile (ma denunciabile).

MEDIA: 6.25

CONSIGLIATO: Nì. Non sai quando entri, se mangi la pizza, né quando esci. Ne vale la pena solo per la veranda.

Bar – Pub: Bagni Santa Chiara.

BAGNI SANTA CHIARA
Via Flavia 4, tel. 339 8617167

QUALITÀ: 8.5. La qualità proposta è di un livello medio – alto: basti pensare ai cocktail che, se motivati adeguatamente, si esibiscono in performance gastro – intestinali di tutto rispetto. Saremmo tutti capaci di riempire i bicchieri con benzina agricola gassata a scoregge, ma poi sfideremmo chiunque a renderla anche appetitosa! Gli analcolici sono spettacolosi, frizzantini e con un retrogusto d’agrume molto dissetante. Abbiamo appena scoperto l’esistenza del cibo, fatto che ci ha profondamente turbati dato che la gestione precedente (e mitica) offriva solo bevande.
QUANTITÀ – VARIETÀ: 5.5. Giuriamo che, come in X – Files, i fatti che seguono sono veritieri. In una notte di luna piena, io (maschio) mi avvicino al bancone con aria assetata; un barista dall’occhio intorpidito dalla visione di ore di GF mi chiede “Oh, meistru, cosa ti do?”. “Vorrei un Jack & Coca”. Alcuni minuti dopo, ricevo finalmente il mio cocktail e, dopo aver pagato, comincio a sentire una risatina inquietante da non so dove; tra l’incuriosito e l’atterrito, mi guardo intorno, ma i frequentatori del locale hanno la faccia di chi se ne incannella di lungo. Tendo l’orecchio: la risatina isterica sospetta mi giunge dal basso. Corro freneticamente in bagno, apro la patta e guardo: il mio belino si sta facendo grasse risate. Penso: “Meno male! Anche perché qui, se hai sete, non ti sputano nemmeno in bocca! Almeno ho trovato un modo di divertirmi in solitaria che non mi renda più miope!”. Esagerazioni a parte, lo standard proposto dal locale è abbastanza sotto la media. Il menù è presente sulla fascia (del bancone), ma si mostra poco, ottimo in caso di aggregazione illegale di fumatori lì davanti; perciò, voto insufficiente anche se le proposte sono abbastanza varie e buone per tutti i gusti.
AMBIENTE: 7. Il voto sull’ambiente è il risultato di un alto e di un basso. 10 e lode, quasi 11, al locale in sé, una perla, una palafitta sul mare, indubbiamente il bar di Genova più affascinante e scenografico; siamo pronti a giurarlo davanti a Josè Mourinho e a Vince Neil, l’atmosfera che si respira tra le travi di legno blu e le onde, chiusi nella gola irraggiungibile sotto il castello, è introvabile anche nel bar migliore di tutta la Riviera. Questo quadro idilliaco è rovinato completamente dagli avventori, che si dividono in due categorie: i viecchi, che hanno trent’anni per gamba ed esclamano “Porca paletta!” in barba alla mancanza di dignità, e i meno viecchi, distinguibili dai primi perché hanno meno rughe in faccia (ma non sempre). Stiamo parlando di una clientela imbalsamata, che beve il tè col mignolino alzato, per cui la Madonna del Petrolio è uno stile di vita, che affibbia soprannomi molesti a chiunque (Vevve, Ludo, Mavi, Lolli, Tatti, Franci, Holly…) e che si porta in giro un piattino di merda di cane per avere la puzza sotto il naso sempre a portata di mano. Il rischio per un ragazzo “normale” è quello di sentirsi a disagio come un muratore alla corte di Luigi XIV. Nulla da ridire sulla pulizia.
SERVIZIO: 0. Servizio assente, ma solo per i soliti stronzi: se conoscete i gestori, siete serviti e riveriti, con tanto di servetto personale che vi unisce i tavoli, vi sposta le sedie e vi beve i drink, esclamando “Mmmh, che buono!” (che poi, con tutti quegli amici, è già condannato a una morte per cirrosi epatica!). Se siete pezzunti, invece, sarete costretti ad allestirvi un tavolo (nemmeno foste all’Ikea), raccattare sedie in giro per il bar, ordinare al bancone, aspettare quelle due o tre rivoluzioni storiche e, infine, camallarvi le ordinazioni al tavolo senza nemmeno l’aiuto di un vassoio. Almeno, all’Imbarco 1, i gestori lanciano i menù in faccia a tutti, Godzilla e non. Infine, segnaliamo l’abitudine inquietante e disgustosa del personale di sedersi, o peggio svaccarsi stile barbone, con tanto di piedi nudi (per carità, se li laveranno anche, ma noi che ne sappiamo?) sulle panche, in mezzo ai clienti.
COLLOCAZIONE: 8.5. La collocazione geografica è splendida, raggiungibile per mezzo di una scalinata o di un sentiero tra gli scogli. Ordinate una birra in una serata di luna piena, con la brezza marina riscaldata dalle rocce che vi accarezza il viso, e godetevi il panorama: sarà un’esperienza da brivido. Inoltre, il locale è vicino alle maggiori spiagge di Genova, a corso Italia, Boccadasse, Sturla e Quarto e  la possibilità di parcheggio è consistente, come il pessimismo genovese. Purtroppo, il bar non è solo lontanissimo da ogni fermata di mezzo pubblico, ma è anche inaccessibile a chiunque abbia difficoltà motorie (problemi fisici? Tacchi alti? Vista bassa? Balle a terra? O forse troppo alcol nel sangue?).
PS. Bevete finché la marea è alta, smettete di botto e correte giù per il sentiero, ma attenzione ai punti in cui questo è sotto il livello del mare, perché quel gondone si allepega peggio delle lûmasse bause.
INTRATTENIMENTO: 7. 10 all’atmosfera, all’intimità, allo sciabordio delle onde, al guardare il mare stando SUL mare, ma il sottofondo (manco tanto sotto) di De Andrè in loop, alla lunga, ci plastifica le cugge.
RAPPORTO QUALITÀ – PREZZO: 5. Due Corona sale & limone 10 €. Un toast 6 €. Dopo cagavamo oro!

MEDIA: 5.93

CONSIGLIATO: Assolutamente sì. Ignorate la quantità dei cocktail, i gestori, gli avventori, la musica, sedetevi in posizione strategica e guardatevi intorno. Un’ultima considerazione: dare 5.93 a questo locale è molto doloroso, visto che potrebbe ambire al 10 e lode grazie al suo aspetto e alla sua collocazione; l’impressione è quella, pietosa, di un cavallo da corsa costretto a zoppicare.

Cinema: Men In Black 3.

MEN IN BLACK 3
Regia: B. Sonnenfeld
Genere: Azione
Anno: 2012

TRAMA: Boris l’animale è un alieno brutto e cattivo; rinchiuso in un carcere di sicurezza massima sulla Luna, fugge e semina il panico sulla Terra. Il suo obiettivo è uccidere l’agente K, che quarant’anni prima lo ha sbattuto in prigione dopo averlo privato di un braccio. L’attacco imminente alla Terra e la “dipartita” di K spingono J a viaggiare indietro nel tempo, alla ricerca di un passato da modificare perché il futuro sia migliore e K sia “socievole” e sereno.
LUCI: La trama, strutturata coerentemente, originale e divertente; forse il primo film della trilogia a superare la simpatia e a presentare una vicenda, oltre che spassosa, consistente. Se nel primo K, dopo aver assoldato il coglioncello J, è chiamato a sconfiggere un vermone alieno, con addosso il suo Edgar – abito (stima massima al regista per aver partorito un’idea simile), e nel secondo è richiamato in servizio per impedire la distruzione della Terra ma soprattutto per dare a Sonny la scusa per offrire agli spettatori la visione di un’aliena tettuta e abbagasciata, qui la trama poggia su una serie di sviluppi che approfondiscono le relazioni tra i personaggi e stanno in piedi da sole, nonostante qualche “nebbia” della vicenda che non si dirada mai del tutto, come nella mente di quest’uomo. Sebbene tratti prevalentemente di viaggio nel tempo, non c’è nessun punto in cui lo spettatore non capisca chiaramente cosa stia accadendo, chi sia chi e cosa stia facendo. Gli attori sono tutti spettacolari, anche Tommy Lee Jones, soprattutto Tommy Lee Jones, perché si può essere attore in due modi: o ricoprendosi di rughe a furia di espressioni facciali o, come nel suo caso, ricoprendosi di rughe.. boh! Will Smith è, come al solito, il protagonista del set e dà sfoggio di una bravura insuperabile e di una fisicata tutta sua (non possiamo dire lo stesso della fisicata metafisica di Nicholas Cage in Ghost Rider, che in maglietta è la metà di quand’è nudo; nasconderà una pompetta da qualche parte, forse sotto il parrucchino?). Josh Brolin è magnifico, anche perché non sappiamo quale incantesimo/droga abbia usato/abusato, ma sembra davvero un Tommy Lee Jones più giovane di centocinquant’anni, cioè come lo vedete oggi. Anche l’antagonista, raccapricciante in vero stile M.I.B., e i personaggi secondari, geniali (es. Andy Warhol, agente sotto copertura stressato e senza idee, o Griffin l’alieno) e curatissimi. Le ambientazioni, soprattutto la New York degli anni ’60, e la colonna sonora, adeguate, colorate e anche un po’ psichedeliche. Sia maledetto chi ha avuto la chioma sullo stomaco e l’ardire oltraggioso di sussarsi tutta la saga di Twilight e non si è purificato guardando almeno una commedia di Sonnenfeld (di quelle belle); ecco, a te diciamo: “La turbo – diarrea (che non esiste al momento, ma ci stiamo lavorando) ti perseguiterà. Hai presente quando Sturla è stata sommersa dalla merda (sì, bimbi, non era fango, era proprio merda!)? L’artefice è stato uno beffato dal tuo stesso destino cinico e baro!”.
OMBRE: La trama non è particolarmente complessa, ma nonostante ciò lascia lo stesso troppi interrogativi irrisolti, tanto che è necessario “studiare” la pellicola almeno un paio di volte per cogliere a pieno tutte le sfumature. Aggiungiamo che, stavolta, gli effetti speciali hanno cannato: paradossalmente, sebbene più antiquati e meno tecnologici, erano realizzati meglio negli altri due film.

VOTO: 7.75

CONSIGLIATO: Sì. Se siete appassionati della saga o della comicità alla Sonnenfeld, anche assolutamente sì. Conclusione triste e amara: i soldi spesi meglio nell’anno cinematografico in corso sono stati quelli per The Avengers e per M.I.B. 3; ciò la dice lunga sulla qualità degli altri film in uscita.

SE VI È PIACIUTO, CUZZATEVI: Men In Black (1997), Men In Black II (2002).

Osteria: Antica Osteria Del Coccio.

Antica Osteria Del Coccio
Piazza Cadevilla 9r, tel. 010 397990
lunedì – sabato 12.00 – 15.00, 19.00 – 0.00

Pettinando il menù, non incapperete in nulla che sia inferiore all’eccellenza, pura e semplice. Gli antipasti (siamo sostenitori delle focaccette di Crevari allo stracchino e del lardo) sono davvero appetitosi; i primi soddisfano gli occhi, il palato e la panza (la buzza da birra, per intenderci, quella che non vi molla mai, l’unica amica sincera nella vostra esistenza!). I secondi, esclusivamente (tranne che nelle serate gastronomiche a tema) di carne, sono i migliori di Zena senza dubbio alcuno: se non riuscite ad apprezzarli, vi resta solo una cosa da fare, cioè mangiarvi una bella merda, magari una del cane di Bastianich! I dolci rispettano pienamente lo standard di eccellenza che il cliente si aspetterebbe dopo un pasto simile. Attenzione: la birra artigianale della Lurisia è imperdibile! Gli antipasti sono abbondantissimi, tanto da indurre, talvolta, a non ordinare un primo; forse sarebbe meglio, anche perché, a parità di prezzo e di condizioni, i primi sono un po’ diludenti. Discorso a parte riguardo ai secondi: l’esperienza personale ci induce a consigliarvi di lanciarvi all’attacco di un piattone di carne squisita e abbondante. Belin, dimenticavamo: clienti, temporeggiate nell’ordinare, così potrete sgranocchiare un paniere di fûgassa calda.

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