Fast Food: Old Wild West @ Fiumara.

OLD WILD WEST
Via P. Mantovani 13, tel. 010 6435915
lunedì – domenica 12.00 – 14.30, 19.00 – 23.00

Se il termine di paragone fosse il sandwich di pongo che esce dalla cambusa satanica del Merdonald’s, il voto sarebbe un 10 e lode. Grazie a Dio, però, prima di fare la nanna i bambini italiani pregano Gesù e non quel clown demoniaco di Ronald, perciò la qualità non può superare la sufficienza. Belin, non vorrete mica paragonare le trofie al pesto o i pansoti alla salsa di noci a un Arrapaho o a un Toro Seduto? No, bravi. Anche perché il prezzo è lo stesso. Insomma, la qualità del cibo non è straordinaria, anche perché il menu dichiara espressamente che quelli che abbiamo di fronte sono prodotti appena colti dall’Artico, ma comunque hanno un aspetto, una consistenza e un sapore nella norma o poco superiori. Le porzioni del cibo sono da ciccioni amerigani.

Il locale può essere definito come una mensa aziendale “carina”: spazioso e organizzato, curato nei dettagli e kitsch da far paura, insomma, la solita americanata. La pulizia è irreprensibile, sia in sala sia nella toilette, a inizio come a fine serata. Insomma, il locale americano dove di wild c’è solo la mandria di ciccioni. Che mangiano quella roba e poi muoiono, però belin che ridere! Educazione, sì. Gentilezza, sì. Simpatia, sì. Però troppo spesso, anche a locale semideserto, tra l’ordinazione e l’arrivo del piatto in tavola, l’attesa è talmente lunga che molte coppie, obbligate a parlarsi per la prima volta, si sono sciolte: si accorgevano, infatti, che sotto quelle tette c’era solo una vagina e sotto quella faccia da coglione di coglione ce n’era UNO e UNO SOLO. La collocazione? Beh, parliamo di Fiumara, signori.

Per quello che si mangia, ma soprattutto per quanto si mangia, la spesa è mediamente accettabile, niente di più.

CATEGORIA VOTO
Qualità 6
Quantità 10.5
Ambiente 8.25
Servizio 5
Collocazione 4
Rapporto qualità – prezzo 7
MEDIA 6.79

CONSIGLIATO: Nì. Se siete divorati dalla voglia di mangiare schifezze in quantità imbarazzanti, l’Old Wild West è il posto per voi. Almeno eviterete un’indigestione o, peggio, un’intossicazione da cacca di Merdonald’s.

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Aggiornamento: Il Guscio.

Aggiornamento flash sul Guscio: ieri sera, per la prima volta, siamo riusciti finalmente, sgomitando non poco, a goderci la nostra prima pizza d’estate in veranda e, in generale, l’impressione è stata positiva. MA:

– Eravamo immersi in una nuvola di moscerini zombie e sopraccigliuti, conosciuti anche come “zocigli” o “Lily Collins con le ali”, che ci hanno masticato tutta la sera. Speriamo di essere riusciti indigesti!
– Pregate il vostro dio, se ne avete uno (SpongeBob, Superman, Enzo dell’Enzo Minimarket, anche noi, se ci volete rendere giustizia!), di non capitare troppo vicini al parcheggino adibito (abusivamente, da genitori intelligentoni), ad area bimbi/arena per la lotta dei mocciosi. Perché, a quel punto, potreste veramente esclamare, insieme al nostro Balbontin: “E-ro-de! E-ro-de! E-ro-de!”; noi siamo stati molto sfortunati (guarda caso!) e ci abbiamo rimediato un mal di testa epico e la voglia di abbandonare il progetto di una famiglia numerosa.

Gelateria: Siculo.

SICULO
Via Trebisonda 47r, tel. 010 3629834

QUALITÀ: 9. Se credete di poter assaggiare dolci tipici siciliani più squisiti di quelli spacciati da questa pasticceria – gelateria, siete, e ve lo diciamo simpaticamente, dei coglionauti (cit. quel “pezzo di figo” di Balbontin). Le nostri fonti ci hanno spifferato che, probabilmente, nella Commedia Dante non ha scorto Dio ma un cannolo gigante e parlante del Siculo: in sostanza, ha fatto l’amore con il sapore. Neo: la granita, che è gustosa ma non esaltante e delude un po’, se paragonata alle altre specialità prodotte.
QUANTITÀ – VARIETÀ: 10 e lode. Innanzitutto, nessuna pasticceria – gelateria osa offrire così tanti gusti di gelato, alcuni anche insoliti: datteri, liquirizia e peto di babbuino. Inoltre, la varietà dei dolci, siciliani e non, è vastissima: i cannoli, tradizionali e danteschi, le sfingi, le Genovesi al cedro, il marzapane, le cassatine, le ossa di morto ecc. Ognuno di questi prodotti è servito in quantità più che abbondante, soprattutto la granita, solitamente scazzuolata da Mimmo il cazzuolaro dentro un cranio di scimmia (se non cogli la citazione, sei ancora in tempo a vergognarti finché morte non sopraggiunga!).
AMBIENTE: 3. Non abbiamo prove a sostegno del fatto che il locale sia sporco, anche perché, data la sua esistenza plurisecolare (Savonarola è stato bruciato perché faceva un uso perverso dei cannoli), le possibilità sono due: o il proprietario ha tante palanche da spendere in mazzette, o cura la pulizia segretamente; perché segretamente? Perché è modesto. E perché l’impressione generale è quella di un locale disordinato, con pile di videoregistratori (???) rotti sopra la cassa e proprio sotto i mascheroni africani, un acquario che ormai contiene brodo di pesce e un retro che potrebbe essere la tana di un Uomo Triglia, ma anche quella di un locale trasandato e sporco. A sostegno della seconda ipotesi (un team di agenti segreti che pulisce il Siculo nelle notti senza luna), vi rassicuriamo: se siamo qui a scrivere, forse non siamo morti per intossicazione alimentare. Forse.
SERVIZIO: 9. La vecchietta, onnisciente e presenza fissa (e intendiamo inchiodata alle tavole del pavimento, ossia facente parte dell’arredamento del Siculo fin dalla sua apertura), è una stacanovista simpatica, sempre pronta alla chiacchiera amichevole, allo scherzo e allo sconto. Inoltre, segnaliamo che la tizia ha anche gusti cinematografici eccellenti e, probabilmente, anche un passato da assassina: il suo nome potrebbe essere Beatrix Kiddo alias The Jelataya, solo che, invece che rifugiarsi in un negozio di dischi, ha preferito seppellirsi viva in pasticceria. Perché sul tetto del ferramenta di fronte, pronto a ucciderla se solo mette il naso fuori, famelico, rancoroso e armato con un RPG, la attende Bill, lì sopra da quando lei è lì dentro.
RAPPORTO QUALITÀ – PREZZO: 10 e lode. Con 1 €, abbiamo comprato una coppetta di gelato che ha resistito mezz’ora.

MEDIA: 8.4

CONSIGLIATO: Assolutamente sì. La puntata obbligatoria dopo qualsiasi spuntino in qualsiasi locale, ma anche dopo una sbronza o per coronare una passeggiata eccitante in quel quartiere avventuroso (del resto, c’è sempre Bill sul tetto!) che è la Foce. Insomma, chiudete gli occhi e fidatevi del gusto.

N.B. Nella recensione non abbiamo considerato la collocazione, perché il Siculo non offre alcuna zona dove consumare; sarebbe come giudicare un panificio sulla base del quartiere in cui si trova.

Spettacolo: Cabaresque.

Cabaresque
Con: E. Balbontin, F. Casalino, A. Bianchi, F. Isopo, O. Balicco
Presso: La Claque In Agorà
Vicolo S. Donato 9, tel. 010 2470793

“Belin, che comici!“, sarebbe stato il commento dello spettatore communis di fronte all’esibizione del duo atomico Balbontin & Casalino. Peccato che lo stesso si sia scontrato con la perplessità dovuta a due, se non tre (siamo onesti) comici poco comici e molto noiosi: Bianchi salvabile nella maggior parte degli sketch (sarà la sua faccia da cane a far ridere di lui e non per lui?), es. nei panni del vigile sadico e godereccio, simile a ogni cantunè che si aggiri furtivo per le strade di Zena; Isopo, tranne che in casi rari, è comico solo perché il mondo è pieno di gente da prendere per il culo, non certo per merito suo; Balicco è un mago abile e talentuoso, ma come comico sarebbe meglio che si desse alle rapine a mano armata! Chissà che, sotto minaccia di una pistola, non riesca a costringere qualcuno a ridere per le sue battute (“Il Sahara è un deserto, e su questo non ci piove!”… Argh!). Degno di nota il fatto che, nonostante l’assenza del superfluo Ceccon (a nostro parere, ma sentitevi liberi di contraddirci, del resto noi, senza questo blog, saremmo solo geni, miliardari, playboy, filantropi), lo spettacolo non sia stato annullato, ma che anzi la sua riuscita sia stata egregia, soprattutto grazie all’unico, mitico, bellissimo Balbontin.
P.S. Ovviamente il nostro tono è ironico, anche se il mio ragazzo ne è convinto e ciò mi preoccupa: il tradimento con una gnoccolona passi, ma con Balbontin, grazie, no.
P.P.S. Dlin – dlon. Sono il ragazzo in questione; vorrei comunicarvi che Balbontin mi ha salutato ed è stato più esaltante che trovarsi di fronte Angelina Jolie. Enrique, sei un grande, ricomincia a fare Torta Di Riso, fidati! Però ci terrei a ribadire la mia eterosessualità. Grazie dell’attenzione. Fidanzata alla cassa 4, fidanzata alla cassa 4! La Coop sei tu, proprio tu, ehi tu, quello in piedi, che molesta i meloni! Ti vediamo! Dlin – dlon.

Lo spettacolo è cominciato in orario nonostante le difficoltà tecniche e durato oltre le attese prodotte dalla dicitura “cabaret”.

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