Aggiornamento: Minigolf @ Piani Di Fregoso.

Credevamo fosse impossibile, eppure è successo: noi, membri del popolo eletto della #VBDM, dopo aver studiato attentamente il sito del minigolf e i dati in esso riportati, siamo riusciti a centrare in pieno gli unici due giorni di chiusura del campetto. Alla vigilia di Ferragosto.

Premessa della situazione:

  1. Temperatura percepita pari a 50 °C all’ombra.
  2. Nessuna riserva di liquidi in auto.
  3. Con la carrozzeria dell’auto che non ha più ormai la funzione di tenere fuori gli agenti atmosferici ma quella di tenere dentro il caldo estremo, quello che nemmeno Bear Grills potrebbe sopportare senza bere almeno un litro della sua urina, ma solo per divertimento!
  4. Perculamento a percussione da parte di tre mocciosi dell’oratorio satanista di Granarolo, che devono ringraziare di non aver imparato da noi il significato del verbo “bullizzare d’ignoranza”.

Conclusione della situazione: il minigolf era chiuso. Ci siamo sentiti deficienti. Ce ne siamo tornati indietro. MA BRAVI!

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Divertimento: Minigolf @ Piani Di Fregoso.

MINIGOLF – PIANI DI FREGOSO
Via ai Piani di Fregoso, tel. 010 2428133
Dal 15/06 al 15/09 mercoledì – venerdì 16.30 – 0.00
sabato e festivi 14.30 – 0.00
Nel resto dell’anno sabato e festivi 14.30 – 19.30

INTRATTENIMENTO: 10. Il minigolf prende lo stesso voto del lasergame, perché offre un’esperienza tantrica altrettanto divertente, anche se profondamente diversa: se quest’ultimo infatti è più dinamico e coinvolgente, il minigolf è aperto tanto agli Andy Capeti quanto agli esperti, non richiede allenamento ed è indicato per quasi ogni fascia d’età, anche quella contenitiva. Sfruttiamo questo pulpito per smadonnare contro quei “genitori” che impongono ai propri figli, solitamente sotto i dieci anni e i 50 cm d’altezza, lo sport antico e nobilissimo del minigolf, e a noi i loro figli demoniaci. Il contraccettivo del futuro: una giornata sulle piste in compagnia degli sbrozzini (bambini appositamente imbottiti di junk food, dopati di zuccheri e programmati per uccidere un po’ alla volta, come la routine). Unica avvertenza: dedicatevi a questo passatempo solo se siete in gruppo (la vostra mano destra non conta), per prolungare l’esperienza e renderla più divertente.
DURATA: 10 e lode. Voto decimo massimo meridio. Ogni gruppo di giocatori decide la durata del proprio percorso, scegliendo se fermarsi a ogni buca, se inframezzare i tiri con momenti di riposo nel verde o se andare dritti alla meta.
AMBIENTE: 2. L’ambiente, nonostante le potenzialità geografiche di una posizione tutto sommato caratteristica (non riusciamo a vedere Sampierdarena) con tanto di prati e frutteti, fa la popò: la pulizia è fastidiosamente assente, non solo nei bagni (la toilette è stata affettuosamente soprannominata “il buco del Diavolo”), ma anche sul campo, con sedie e cumuli di giochi per sbrozzini abbandonati, mucchi di foglie secche e di frutta marcia, che attirano inevitabilmente sciami d’insetti tra cui zanzare, moscerini, mosche, mosconi, calabroni e calabresi. Le strutture sono pericolanti e non segnalate, con rischio di mutilazione degli sbrozzini (quelli battezzati e allevati nel buco del Diavolo), mentre la manutenzione non ha ancora capito che piste deve farsi,

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con la conseguenza di un gioco ostacolato da dislivelli, crepe e fondo appiccicaticcio. A completare il tutto sentiamo la mancanza di qualche cadavere qui e là, con Grissom che indaga vestito da calabrese gigante per mimetizzarsi tra la folla.
GESTIONE AMBIENTE – CLIENTELA: 3. Sebbene i gestori siano disponibili e simpatici (le volte in cui si teletrasportano nel nostro mondo da un portale situato nella buca 18, quella mitologica), il problema è che, fondamentalmente, la gestione non esiste. I clienti entrano felici ed escono bisognosi d’attenzioni. Nel senso che i gestori ci sono, ma probabilmente sono frutto della nostra immaginazione o dell’abuso dei funghetti che crescono copiosi intorno al cesso del Diavolo.
COLLOCAZIONE: 3. Per la maggior parte dei Genovesi, Granarolo è famosa solo per il latte, perciò costruire in questa località tutto sommato amena un minigolf senza segnalarlo è come come tirare il belino a un coccodrillo: fastidioso per entrambi. Un’indicazione ogni due chilometri aiuterebbe a non finire in Patagonia.
PREZZO: 6. Prima della guerra civile tra la Bosnia e Granarolo, forse il campo da golf era davvero omologato per incontri internazionali; oggi, però, sembra il figlio di un rutto e di una scoreggia. 4 € (3 di gioco e 1 di tesseramento annuale), per quanto rappresentino una cifra irrisoria per un pomeriggio di divertimento, sono comunque inadeguati a un servizio che promette molto e mantiene pochissimo. Se paghiamo per una merda di cavallo, vogliamo una merda di cavallo.

MEDIA: 5.25

CONSIGLIATO: Nì. Lontano per lontano, se il desiderio di giocare al minigolf vi ottenebra la mente e l’anima, andate a Santa Margherita.

Divertimento: Underworld & Q – Zar Lasergame.

UNDERWORLD & Q – ZAR LASERGAME
P.zza Dante 6, tel. 010 592975/3336404535
martedì – domenica dalle 20.00
sabato dalle 16.00

L’uomo è un animale violento, checché se ne dica: sparare è bello, con laser, protezioni (per carità) e senza cadaveri sul pavimento, almeno quando l’arbitro sta guardando. Il moralista che nega è un ladro o una spia. Immaginate gente immersa nella nebbia fino alle ginocchia, armata come Robocop, che spara saltellando al ritmo di musica che tunza: ecco il lasergame. Il numero dei giocatori oscilla tra i due e i venti, anche se la qualità dell’esperienza varia sensibilmente all’aumentare o al diminuire dei partecipanti; noi consigliamo di organizzare con otto, massimo dodici persone. Se vi mancasse qualche vittima, non preoccupatevi: il locale offre non solo giocatori propri (montati come i mobili dell’Ikea), ma anche la possibilità di aggregarvi ad altre squadre poco corpose; ciò, però, richiede una botta di culo enorme, nell’incontrare persone intelligenti che non trasformino un giochino divertente in un rissone. Insomma, giocate tra voi, se possibile, invitate anche la nonna, se necessario, anche perché il lasergame è adatto a ogni fascia d’età, senza distinzione di sesso. Morale della favola: se il gestore vi proponesse di unirvi ai ragazzi della scuderia del locale, stuzzicate la loro curiosità scientifica gridando “Gnocca!”, storditeli lanciando una flashbang e scappate ridendo malvagiamente. L’astuzia ci consiglia di giocare solo il giovedì, perché ci guadagniamo dieci minuti di divertimento; la durata media di una partita è di mezz’ora, anche se talvolta, in serate particolarmente affollate, abbiamo avuto il sospetto che i gestori si rosicchiassero qualche minuto. Dato che un’ora non sarebbe sostenibile fisicamente, il voto per i giocatori abituali è 7; al contrario, mezz’ora è certamente insufficiente per chi è novizio e ha ancora tutto da imparare.

L’arena è costruita male, con un passaggio obbligato che impedisce l’attuazione di qualsiasi strategia: se per colpire la base avversaria si può passare in un punto solo e per giunta presidiato da cinque giocatori, si corre il rischio di bloccare la partita e di trasformarla in una situazione di stallo noiosa, tanto più che il terreno di gioco è piuttosto ridotto. Il locale è altrettanto piccolo e orrido, spezzato in sale tristi e collegate in modo bizzarro. Pecca gravissima è l’assenza totale di pulizia: l’odore di spogliatoio rancido, combinato a quello di friggitoria, è nauseabondo, anche vista la mancanza di aerazione nell’arena. Sconsigliamo di indossare vestiti da indossare nuovamente, perché appoggiarsi al pavimento o a una parete qualsiasi comporterebbe la perdita dello strato cutaneo più esterno. Nota positiva è che il locale offre giochi da tavolo (e un paio da sala giochi) in quantità elevata e soprattutto, cosa che non si riscontra altrove, conservati con cura. Segnaliamo anche la presenza di un bar, necessario, a nostro parere, solo a dissetarsi dopo la partita. Ci limiteremo a scrivere che al posto della porta del bagno c’è una tenda svolazzante, segnalata da un foglio scritto a pc, e che i fucili, elementi sostanziali dello sparare, sono pochi e funzionano male, per non parlare delle pettorine che, in molti casi, sono prive anche delle cinghie per assicurarle. I gestori sono simpatici come un dito nel culo; se non ci credete, ecco un paio di battute a parer loro geniali, a parer nostro stupide come i sassi del fiume: “Come cazzo fai a essere così nero (NDR abbronzato)?”, con il mio ragazzo che risponde flemmaticamente, Yanez De Gomera dei giorni nostri, “Sono così di natura!”. Silenzio imbarazzato. Oppure la tizia, cicciona sia dentro che fuori, che si rivolge al nostro amico più scarso e lo irride dicendo “Se fossi in te, mi vergognerei!”, con una risposta che avrebbe dovuto essere “Se fossi in te, anch’io mi vergognerei, ma a me domani passerà!”. Scherzi a parte, noi ridiamo e ce ne battiamo la ciolla, ma un adolescente alle prime esperienze potrebbe essere intimidito da un atteggiamento tanto spiacevole e maleducato. Piazza Dante permette di arrivare in ogni zona del centro, è raggiungibilissima e circondata da parcheggi (ovviamente a pagamento).

Se si considerasse la prima partita, 9 € per mezz’ora di gioco e 3 € per il tesseramento gli affibbierebbero un 2. Toccato il fondo? Si può ancora scavare. Se un novizio può spendere 12 €, anche solo un quarto d’ora di gioco extra potrebbe portare la spesa alla cifra astronomica di 17 €, soprattutto considerando lo stato dell’arena e del materiale di gioco, nonché del locale. Segnaliamo, per onestà, la promozione del giovedì, in cui le ragazze pagano l’ingresso solo 5 €.

CATEGORIA VOTO
Intrattenimento 9
Durata 5.5
Locale 3
Gestione locale – clientela 2
Collocazione 8.5
Prezzo 3
MEDIA 5.16

CONSIGLIATO: Sì. Non per il locale, né per il personale, né per l’attrezzatura, ma solo perché, se avete un gruppo di amici con cui state bene, è un’esperienza davvero gradevole. Entrate, chiudete gli occhi, tappatevi il naso e divertitevi.