Le cronache del monaco Abelando: festività, spirito natalizio, ubriachezza molesta e biscotti.

2 dicembre 2014 (-23): l’albero.

Dopo un bagno nel mare cristallino di Trento, tra sci d’acqua nei mercatini e snorkeling nei meleti (a Toss, frazione di Ton, vicino a Vigo di Ton, nei pressi del castello di Thun, nella val di Non…), torniamo a Zena con le pive nel sacco e inandiamo l’albero di Natale: abbiamo a disposizione poche luci e meno palline, ma molti festoni e tanta napoletanità. Il risultato? Un abete di Natale più atterronato di un prediciottesimo.

6 dicembre 2014 (- 19): Natalidea.

L’albero sembra ancora troppo miscio, nonostante le decorazioni in legno di cartone e i funghetti allucinogeni. Con piacere estremo e anche un po’ sadico, ci avventuriamo nel padiglione azzurro della Fiera: persone, affetta – verdure, persone, padelle, persone, salami, persone, cachemire, persone e numero tre (su centoventordici) stand dedicati al Natale. Inoltre, al piano superiore, ecco a voi l’Expo Model Show, al costo modico di 8 € a persona. Neanche Gandhi avrebbe scansato la bestemmia.

Dalle luci di Natalidea all’atmosfera fumè dei vicoli: incuranti del pericolo, ci gettiamo nel marasma delle bancarelle tra piazza Campetto e piazza Banchi, di proprietà di fattuomini (mezzi uomini, mezzi fatti) perfidi, poco loquaci ma abili con quelle loro manine da lavoratori di rame. Scopriamo con piacere, senza l’aiuto di droga alcuna, che l’illuminazione artificiale, non solo natalizia, si diffonde anche nei vicoli più inculeti, illuminando le piazzette e i caruggi e facendo ballare la samba alla salma di T. A. Edison.

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Fast Food: Old Wild West @ Fiumara.

OLD WILD WEST
Via P. Mantovani 13, tel. 010 6435915
lunedì – domenica 12.00 – 14.30, 19.00 – 23.00

Se il termine di paragone fosse il sandwich di pongo che esce dalla cambusa satanica del Merdonald’s, il voto sarebbe un 10 e lode. Grazie a Dio, però, prima di fare la nanna i bambini italiani pregano Gesù e non quel clown demoniaco di Ronald, perciò la qualità non può superare la sufficienza. Belin, non vorrete mica paragonare le trofie al pesto o i pansoti alla salsa di noci a un Arrapaho o a un Toro Seduto? No, bravi. Anche perché il prezzo è lo stesso. Insomma, la qualità del cibo non è straordinaria, anche perché il menu dichiara espressamente che quelli che abbiamo di fronte sono prodotti appena colti dall’Artico, ma comunque hanno un aspetto, una consistenza e un sapore nella norma o poco superiori. Le porzioni del cibo sono da ciccioni amerigani.

Il locale può essere definito come una mensa aziendale “carina”: spazioso e organizzato, curato nei dettagli e kitsch da far paura, insomma, la solita americanata. La pulizia è irreprensibile, sia in sala sia nella toilette, a inizio come a fine serata. Insomma, il locale americano dove di wild c’è solo la mandria di ciccioni. Che mangiano quella roba e poi muoiono, però belin che ridere! Educazione, sì. Gentilezza, sì. Simpatia, sì. Però troppo spesso, anche a locale semideserto, tra l’ordinazione e l’arrivo del piatto in tavola, l’attesa è talmente lunga che molte coppie, obbligate a parlarsi per la prima volta, si sono sciolte: si accorgevano, infatti, che sotto quelle tette c’era solo una vagina e sotto quella faccia da coglione di coglione ce n’era UNO e UNO SOLO. La collocazione? Beh, parliamo di Fiumara, signori.

Per quello che si mangia, ma soprattutto per quanto si mangia, la spesa è mediamente accettabile, niente di più.

CATEGORIA VOTO
Qualità 6
Quantità 10.5
Ambiente 8.25
Servizio 5
Collocazione 4
Rapporto qualità – prezzo 7
MEDIA 6.79

CONSIGLIATO: Nì. Se siete divorati dalla voglia di mangiare schifezze in quantità imbarazzanti, l’Old Wild West è il posto per voi. Almeno eviterete un’indigestione o, peggio, un’intossicazione da cacca di Merdonald’s.

Aggiornamento: Minigolf @ Piani Di Fregoso.

Credevamo fosse impossibile, eppure è successo: noi, membri del popolo eletto della #VBDM, dopo aver studiato attentamente il sito del minigolf e i dati in esso riportati, siamo riusciti a centrare in pieno gli unici due giorni di chiusura del campetto. Alla vigilia di Ferragosto.

Premessa della situazione:

  1. Temperatura percepita pari a 50 °C all’ombra.
  2. Nessuna riserva di liquidi in auto.
  3. Con la carrozzeria dell’auto che non ha più ormai la funzione di tenere fuori gli agenti atmosferici ma quella di tenere dentro il caldo estremo, quello che nemmeno Bear Grills potrebbe sopportare senza bere almeno un litro della sua urina, ma solo per divertimento!
  4. Perculamento a percussione da parte di tre mocciosi dell’oratorio satanista di Granarolo, che devono ringraziare di non aver imparato da noi il significato del verbo “bullizzare d’ignoranza”.

Conclusione della situazione: il minigolf era chiuso. Ci siamo sentiti deficienti. Ce ne siamo tornati indietro. MA BRAVI!