Pub: I 2 Fusti.

I 2 Fusti
Piazza Duca degli Abruzzi 2
Chiuso il lunedì

Quando chiudi una porta, apri un portone: in questo caso, il portone è così grosso da far passare big Marcone e il suo bff Fabio. Dai fondi di via Montevideo ai quasi fondi di via Oberdan, la strada per l’attico è ancora lunga e costellata di panini, pizze, birre, vini, fritti e dolcetti rustici ma onesti e goduriosi. Non possiamo non notare l’ammmòre non solo nella scelta degli ingredienti, quasi tutti dotati di pedigree (es. la carne di Propata), ma anche nella composizione dei piatti, che presentano un indice di fattore Godèndo abbastanza epico.

Meritevole di standing ovation il menù, breve, intenso e organizzato perfettamente: le proposte sono poche ma coprono tutti i campi tipici del pub e della pizzeria. Strano ma bello! Per gli astemi, invece, prevediamo gelo e neve anche a bassa quota.

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Aggiornamento: Pirate’s Cove.

QUALITÀ: 7.5 > 9.5. Recentemente, prima che il locale entrasse in modalità off estiva (dal 3 al 28 agosto), abbiamo avuto modo di approfondire la nostra relazione etilica con il pub e abbiamo scoperto, ahinoi, prima e unica volta nella storia del kung fu, di aver scritto una recensione… SBAGLIATA!

Innanzitutto, dobbiamo ricrederci sul voto dato alla qualità: dopo aver esplorato il menù in lungo e in largo, con buona pace sia del nostro stomaco sia del nostro fegato, siamo giunti alla conclusione che tanto il cibo quanto le bevande sono preparati con una cura estrema e un po’ maniacale (meglio per noi!), con ingredienti selezionati rigorosamente e con passione enorme. Diccciamolo: apprezziamo fortemente che il barista, pur correndo il rischio di non incontrare i gusti dei clienti, prepari i cocktail senza ricorrere a compromessi, alterazioni o annacquamenti. L’unico motivo per cui il locale non raggiunge il voto massimo è che dobbiamo tener conto che in altri posti, comunque, si mangia meglio.
QUANTITÀ – VARIETÀ: 8.25 > 9. Non modifichiamo la nostra opinione su alcolici e analcolici (i bicchieri sono sempre gli stessi, quelli del servizio Luigi XIV), ma dobbiamo decantare le lodi della quantità del cibo, che in quanto a dimensioni non ha nulla da temere dalla concorrenza,

e quelle della varietà: il menù, oltre a essere ingrassato (come noi), ha anche fagocitato numerose sezioni e proposte certamente non reperibili nella maggior parte degli altri locali di Zena.
INTRATTENIMENTO: 8 > 8.5. Perché è uno dei pochi, pochissimi locali (insieme al Caledonian) a organizzare eventi e feste in occasioni particolari, con una riuscita orrendamente ottima.
RAPPORTO QUALITÀ – PREZZO: 7.5. > 10. Per il locale che è, per com’è, per dov’è, per la qualità e la quantità che offre e per le attenzioni che riserva ai clienti, i prezzi sono miseri. E Miseri non deve morire!

MEDIA: 8.32 > 9.14

Bar: Happy Hour.

HAPPY HOUR
Via Casaregis 64r, tel. 347 6493302
lunedì – domenica fino a ora tarda

Riguardo il servizio bar, l’unico sperimentato da noi, la qualità si attesta su un livello medio, con alcuni scivoloni piuttosto spiacevoli: per carità, nessuno pretende le bevande a base di benzina agricola (anche se spettacolari) del Caledonian, ma pagare 6 € per un succo di frutta sembra proprio una presa pe o cû. In sostanza bene, ma si potrebbe fare meglio (come il maestro di disegno disse a Hitler durante l’ultima lezione del corso di pittura a Vienna!). Quando siamo entrati, abbiamo scorto una pila di libri che si avvicinava minacciosa; improvvisamente, però, ci siamo ricordati che i libri non hanno gambe, piedi né indossano ciabatta alcuna: lì sotto c’era una cameriera! In totale, due plichi spessi, una tovaglietta e tre depliant, insomma, il troppo che stroppia. La quantità è sufficiente, con cocktail quasi mai pieni fino all’orlo e coppe di gelato riempite per due terzi. Belin, avranno paura che ingrassiamo?

Il bar assomiglia al garage di Renzo Piano: cinque ambienti collegati tra loro in modo assurdo e arredati ciascuno in stili indipendenti e (soprattutto) contrastanti. Un vagone del treno in stile liberty, molto raffinato, e tutto il resto in stile… tamarro: entrate normali e uscite con cappellino e occhiali fucsia, nati spontaneamente. La toilette è pulita, anche se disastrata, ma abbiamo visto di peggio. La situazione peggiora se consideriamo gli avventori, non tanto per il loro aspetto da “scappati da casa” quanto per alcuni atteggiamenti e avvenimenti ai nostri occhi ambigui e molto, molto inquietanti. Segnaliamo inoltre le sale per fumatori, ottime d’inverno. La qualità del servizio è altalenante: pregate di non beccare la serata – scazzo, o riuscirete a bere il vostro cocktail quando i vostri amici saranno già tornati a casa. La fine di via Casaregis, di per sé, è piuttosto oscena, ma ricordiamo: c’è parcheggio gratis e c’è corso Italia.

L’unico intrattenimento offerto dall’Happy Hour consiste in una musica che tunza a volume da film horror, talmente molesta da impedire qualunque tipo d’intrattenimento alternativo, anche solo una conversazione rilassata. Altra bruttura la serata Cervellone, in cui i defunti di Staglieno si lanciano in un leccapezzolo forsennato. I prezzi non sono alti, è vero, ma qualità e quantità (di ghiaccio nel bicchiere) non giustificano comunque quella spesa: ribadiamo che 6 per un succo di frutta sono come le tette su un uomo. Medioman, cooori!

CATEGORIA VOTO
Qualità 7
Quantità – varietà 4.5
Ambiente 5
Servizio 5
Collocazione 9
Intrattenimento 3
Rapporto qualità – prezzo 6
MEDIA 5.64

CONSIGLIATO: No. Girate al largo e andate di corsa al Pirate’s Cove o al Caledonian.

Bar: Pirate’s Cove.

Pirate’s Cove
C.so Italia 32f r, tel. 347 9732927
mercoledì – sabato 19.30 – 2.00

Come Hemingway, anche noi vorremmo avere il nostro “posto” per alcolizzarci di brauf (Sara, grazie di averci aggiornato sul gergo giovanile) e sfidare la gente alla pugna, soprattutto se si tratta d’invalidi, ciechi o suore, fingendo di essere a Cuba; peccato che noi scriviamo meglio (e Dio ci fulmina in quest’istante; che poi, se Dio ha dato a Hemingway tutto quel talento e a noi no, è evidentemente un giudice parziale!). Uno dei candidati possibili potrebbe essere certamente il Pirate’s Cove, un pub che fa della birra non solo uno strumento anarchico per destabilizzare la società, ma anche il suo punto di forza, proponendone alcune particolari, squisite e, secondo la nostra esperienza, introvabili nella maggior parte degli altri bar di Zena. Per chi non fosse uno sbevazzone, c’è l’analcolico, frizzante e saporito, secondo forse solo a quello servito da I Quattro Canti. Tutto il resto si colloca lievemente sopra la media, tranne il cibo (escluse le patatine), che delude le attese prodotte da un livello di qualità simile: stiamo parlando di un toast di pane dolce, farcito con prosciutto di Praga e sottiletta, roba che può piacere solo agli Amerigani. La quantità rispecchia abbastanza la qualità: il cibo è servito in porzioni mediamente abbondanti, gli alcolici sono presenti in ogni “taglia”, l’analcolico è servito a secchiate. Riguardo alla varietà, il discorso cambia: il menù, oltre a essere “gallissimo” (con il codice dei pirati nelle prime pagine), è anche strutturato con ordine, presentando, in ogni campo, una serie di proposte completissime; in particolare, di birra ce n’è per tutti i gusti, bionda, rossa, mora, con la sorpresa (per chi ha fatto della marrazzite uno stile di vita). Il pub ha anche il merito di essere uno dei pochi a servire sidro di mela o di pera.

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Pub: Caledonian Pub.

Caledonian Pub
Via Montevideo 95, tel. 347 9690642
lunedì – sabato dalle 20.00

Sebbene sia un pub specializzato in birra, gli hamburger preparati qui sono (quasi) più appetitosi e (sicuramente) più leggeri di quelli cucinati da noi. La birra è all’altezza delle attese e, udite udite, forse unico caso nella storia dell’umanità, il Caledonian serve cocktail gustosissimi e non annacquati; ci domandiamo ancora come Leibniz abbia potuto parlare di “migliore dei mondi possibili” senza essersi ubriacato almeno una volta al Cale. Il cibo è sostanzioso e abbondante, es. il toast che può essere usato come plaid per picnic da stendere come la Sindone, o l’hamburger imbottito come le labbra della Lecciso; le birre sono disponibili sia in misura da “Bevo saltuariamente e con moderazione” sia da “Stasera mi gonfio, stasera mi gonfio, mi gonfio con te“. I cocktail sono apparentemente deludenti, ma criticoni ipotetici, considerate anche quanto ghiaccio (che poi si trasforma in acqua) c’è in un Negroni servito in qualsiasi altro pub! Vergognatevi! La varietà del menù, invece, è limitata a poche opzioni, sebbene ottime: intere sezioni non sono presenti, costringendo chi non beve per un motivo o per l’altro a ordinare la solita, noiosissima, lattina di Coca Cola.

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