Festa: Madonna Del Buon Viaggio @ Riva Trigoso (2012).

MADONNA DEL BUON VIAGGIO
PRESSO: Associazione di pesca sportiva dilettantistica Riva Trigoso
mercoledì 15/08/2012

Questo evento è circondato tuttora da un alone di mistero impenetrabile: descritto come una festa religiosa, con tanto di messa, processione, posa dei lumini e spettacolo pirotecnico, a noi è sembrato una serata di fuochi artificiali pura e semplice, tra l’altro cominciata con un’ora di ritardo e durata solo un quarto d’ora, come il riporto di Nicholas Cage. Qui qualcosa puzza di marcio, e non sono i nostri piedi.

Se la festa si fosse tenuta a Rapallo, cittadina meravigliosa, o a piazz.le Kennedy, paradiso del parking demotivato e furiosissimo, non avremmo potuto mugugnare (ma l’avremmo comunque fatto). MA: Riva è Riva. Una spiaggia e un cantiere navale. Senza contare che raggiungerla in corriera o in treno equivale a un pellegrinaggio a Gerusalemme passando per Gaza con i pattini a rotelle senza rotelle (il treno impiega un’ora e quaranta, con cambio a Sestri e probabile rapina incorporata). L’unica cosa che ci spinge a scrivere ancora è il fatto che il parcheggio, di norma, si trova, e dalle 19.00, in periodo estivo, è gratuito (un pensierino per Genova Parcheggi: spendeteveli tutti in Daflon!).

Non parliamo poi bene dell’organizzazione dell’evento: zero indicazioni (a parte un carabiniere coraggioso che si è assunto la responsabilità di pubblicizzare fuochi artificiali poi rivelatisi reali!), zero bancarelle, pochi locali aperti, nessuno per strada. Se non avessimo letto sul calendario che era Ferragosto, avremmo anche pensato di aver sbagliato giorno. All work and no play makes Jack a dull boy. Riguardo alle informazioni trapelate, premiamo i Rivani solo perché hanno capito che il web non è una macchina infernale, non si usa solo per pescare e non è parente di Terminator, almeno non entro il secondo grado (quindi niente conflitto d’interessi né obbligo d’astensione da parte nostra!).

CATEGORIA VOTO
Intrattenimento 6
Ambiente 6.5
Raggiungibilità 5.5
Organizzazione 2
Informazioni 3
MEDIA 4.6

CONSIGLIATO: Assolutamente no. Rischio di starselo a locciare tutta la serata, addormentarsi in spiaggia e farsi rubare gli organi interni dai barboni: altissimo. Il prossimo Ferragosto eviteremo Riva così come evitiamo Milano in ogni giorno dell’anno. Il bello va imposto (cit. Morgan).

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Spettacolo: Quando Cadono Le Stelle.

QUANDO CADONO LE STELLE
Presso: OSSERVATORIO ASTRONOMICO DEL RIGHI
Via Mura delle Chiappe 44, tel. 347 5859662

In fondo, speravamo solo che un osservatorio, per la notte di San Lorenzo, mettesse a disposizione dei visitatori strutture e attrezzature per osservare le stelle cadenti; del resto, un evento simile era anche pubblicizzato da giornali e siti vari, quindi il nostro obiettivo sembrava a portata di mano (freddura, da freddamento sul posto). Ahi lasso, sto casso!

Avremmo anche pagato perché sappiamo bene che la gente, gratis, nemmeno ti attacca il colera. INVECE. Quando siamo arrivati a un passo dalla biglietteria, gli organizzatori ci hanno praticamente urlato in faccia che quella sera, con il telescopio, avremmo visto qualsiasi cosa (anche i draghi) ma non le stelle cadenti, perché lo strumento era inadatto. No comment.

I partecipanti a questo scempio erano abbastanza numerosi, ma data l’impossibilità di prenotare (perché sarebbe stato troppo!) e le dimensioni scarsine dell’osservatorio, gli organizzatori hanno dovuto dividere le visite in turni, comunicandolo a evento iniziato e lasciando così gli ultimi sfortunati a incendiarsi i peli del naso (o del culo, a seconda dei gusti) per oltre un’ora al Righi.

Infine, ciliegina sulla torta, il prezzo: se il sito parlava di un “contributo spese” per coprire i costi, il bigliettaio ci ha chiesto 8 €. Per fare i guardoni con i marziani ma non per vedere le stelle cadenti. Complimenti, che porcata!

Festa: Stella Maris @ Camogli (2012).

STELLA MARIS
Camogli, tel. 0185 771066
domenica 05/08/2012 dalle 11.15

Come sempre nella terra dei cachi, tutto comincia con un equivoco: San Girolamo trasformò l’ebraico Miryam nel latino stilla maris (goccia del mare), ma il burocrate di turno, appena appena ambizioso, lo storpiò in stella maris (stella del mare), ispirandosi, come i Modà, alla Stella Polare. Camogli s’impegna, ogni prima domenica d’agosto, a celebrare la poetica kekkiana organizzando una processione verso Punta Chiappa per rendere omaggio alla Madonna (che lo ha folgorato).

A chi non riuscisse a partecipare (per mancanza di branchie o di natante), proponiamo l’esperienza Stella maris comoda e low cost, ma sempre d’effetto, consistente in iniziative che coinvolgono la cittadina levantina fin dal mattino, culminante nel momento della posa dei lumini in mare e accompagnata dalla presenza del bucintoro “U Dragun” e di Bruno Vespa in versione soubrette sexy (un ricordo che vi accompagnerà nella tomba!).

Anche se di per sé già emozionante, lo spettacolo è stato accompagnato da una colonna sonora davvero azzeccata, composta da brani del calibro del tema dei Pirati dei Caraibi, hit di Pupo e registrazioni inedite di Kekko dei Modà quando fa la cacca. La commozione per la posa dei lumini e l’invasamento divino per la voce di Kekko non sono state le sole emozioni che ci hanno tenuto compagnia nella serata: un’altra è stata la sorpresa nel constatare che un mercatino era stato allestito nella via interna (???) e che i lumini non erano stati rubati al cimitero, ma distribuiti in un buco nero che compariva e scompariva, a intermittenza, tra gli spogliatoi e i cessi. Altra emozione è stata lo sconcerto nello scoprire che i lumini erano distribuiti senza alcun criterio, così da finire, dopo solo un quarto d’ora, a gruppi di venti nelle mani di vecchietti avidi che non avrebbero comunque potuto usarli (dato che l’entrata in acqua avrebbe provocato loro un arrugginimento immediato).

Altro motivo d’irritazione (e giù di Daflon) è stato il comportamento disonesto di alcuni ristoratori, che hanno fatto man bassa di lumini per sistemarli, spenti, sui tavoli dei turisti tedeschi, intenti a consumare marmellata con la pasta; in particolare, un ristorante di cui non faremo il nome ne ha esposto una cinquantina, tutti rubati ai bambini. Brutti s*****i!

Riguardo alla possibilità di raggiungere Camogli con mezzi propri, toglietevela dalla testa: pochi parcheggi, per lo più in ZSL o a pagamento. Scartata l’opzione auto/moto/bici, consideriamo ora quella trasporto pubblico: abbastanza rinomata da avere una stazione propria (ha ospitato almeno una volta lo yacht di Briatore), dopo le 23.00 Camogli diventa una trappola cinese per i turisti.

Improvvisamente, vi renderete conto che la stazione è deserta, che la pensilina delle corriere è più vuota del vostro portafoglio dopo un sabato sera in cui vi siete concessi un bicchiere d’acqua a Portofino e che il controllore vi ha attaccato un biglietto sulla schiena che recita: “Il servizio pubblico non è mica così pubblico, sai? Lo sanno a tutti a Molassana che sei grasso! Pedala, ciccione!”. In cuor nostro, vi consigliamo la terza via: parcheggiare a Recco e vai di vesciche ai piedi.

Ennesimo dito ar culo è la partecipazione scarsissima con cui, almeno apparentemente, sia la pro loco sia il pubblico affrontano la manifestazione: se da una parte nessuno si è preoccupato di sponsorizzare il tutto e di cercare una soluzione alle problematiche presenti (vedi la questione dei lumini), dall’altra l’evento si è ridotto a una serie di selfie sulla spiaggia.

CONSIGLIATO: Assolutamente sì.

Categoria Voto
Intrattenimento 10 e lode
Ambiente 10 e lode
Raggiungibilità 4
Organizzazione 5
Informazioni 2
Media 6.4

Cinema: Biancaneve E Il Cacciatore.

BIANCANEVE E IL CACCIATORE
Regia: R. Sanders
Genere: Avventura
Anno: 2012

TRAMA: Incantato il padre di Biancaneve, Ravenna ne diventa consorte e lo assassina durante la prima notte d’amore, rinchiudendo sua figlia nella torre. Gli anni passano e il cuore di Biancaneve, cresciuta in bellezza (???) diviene una promessa d’immortalità per la Strega, che la chiama al suo cospetto, ma la principessa fugge nella foresta. Ravenna lancia un cacciatore al suo inseguimento, tra nani, orchi e fatine.
LUCI: Il fatto che siamo qui, a cercare affannosamente qualcosa con cui riempire questo campo, vi dimostra quanto siamo magnanimi. Salviamo il personaggio della matrigna – strega – mammachelavora, confezionato abilmente e con qualche tocco di originalità. Salviamo (ma non ne avrebbe avuto bisogno) Charlize Theron, folgorantemente bona e inquietantemente brava; salviamo (un po’ a sorpresa) anche quel bonazzo di Chris Hemsworth, che dopo essere stato solo biondo e addominalato in Thor e solo biondo in The Avengers, ora potrebbe essere biondo, bello e bravo (). Salviamo i costumi di Ravenna, ispirati all’oscurità e alla malvagità (ricordiamo quello fatto con ali di corvo) e qualche effetto speciale, come le visioni oniriche nella foresta stupe – fatta o l’armata tenebrosa. Ok, ci siamo sforzati abbastanza: non andiamo oltre, che sennò facciamo un guaio.
OMBRE: Tranne quanto scritto sopra, tutto ciò che è stato rapito fra i titoli di testa e quelli di coda. Problema: se Kristen Stewart è un oltraggio alla settima arte (ma anche alle altre sei), al buon gusto cinematografico, al bon ton, alla netiquette e al Codice Da Vinci, perché nessuno l’ha ancora fatta interdire dal palcoscenico? Perché nessuno l’ha denunciata per truffa, per aver concimato i ciglioni di Lily Collins, per aver spezzato il cuore di quest’uomo e per aver fatto diventare donna quest’uomo? Quella donnaccia non ha certamente l’aspetto fisico adeguato per interpretare la bellezza con la b maiuscola, non è simpatica e non ha doti attoriali sufficienti nemmeno per interpretare una comparsa in un porno. Come cazzo è possibile che Charlize Theron debba preoccuparsi di quel ravatto lì? Fatevi forza, parliamo dei dialoghi: prendete una cinquantina di vocaboli ricorrenti nei film fantasy, come fuoco, ghiaccio, ferro, lotta, libertà, giustizia e senape (vocaboli rubati alla sigla di Acciommen), fateli mescolare da una scimmia non vedente, fateli recitare da un insieme di babbuini psicopatici e otterrete i discorsoni del film, più bbbrutti anche di quelli di Killer Elite. La trama non è nemmeno cugina della favola di Biancaneve, se non per qualche elemento inserito frettolosamente e forzatamente, es. la mela fuffosa, il cacciatore un po’ “raffnato”, i nani, le fatine, il cervo becco e contento. Insomma, signore e signori della giuria, siamo di fronte a un “copia e incolla” truffaldino e scandaloso da almeno un altro centinaio di film: Il Signore Degli Agnelli, Robin Hood (di Scotty), La Storia Infinita, Legend, Harry Potter, Narnia, la trilogia di Twilight, Giovanna D’Arco, perfino The Boogeyman. E citare dieci film per una cagata come questa è comunque troppo. Non contenti, rilanciamo: battute e sequenze non solo inutili ai fini della storia, ma anche (spesso) prive di senso, es. una bimba nata bionda e cresciuta color stronzo, che rimane nella sua cella per vent’anni e non si accorge MAI del chiodo sporgente che le permetterà la fuga, che nasconde leggings di pelle sotto il vestito (nel Medioevo), che trova un cavallo bianco di Napoleone (che se ne incannella di lungo) ad aspettarla sulla spiaggia. Perché? Chi? Cosa? Dove e quando?

VOTO: 3

CONSIGLIATO: Assolutamente no. Questo film è brutto, ma così brutto che la mamma di Sanders ha spammato tutti con mail che urlavano “Se vi amate, dategli fuoco!”. È piaciuto solo a Burlando, ma lui è quello dei porcini.

SE VI È PIACIUTO, CUZZATEVI: Giovanna D’Arco (1999), la saga di Harry Potter (2001 – 2011), la saga delle Cronache Di Narnia (2005 – 2010).

Cinema: Il Dittatore.

IL DITTATORE
Regia: L. Charles
Genere: Commedia
Anno: 2012

TRAMA: Haffaz Aladeen è il dittatore di Wadiya, paese immaginario dell’Africa: il supremo leader partecipa (e vince) alle sue Olimpiadi, colleziona donne/uomini nel letto e dentro una Polaroid, detesta le bombe spuntate e adora le armi chimiche. Antidemocratico e orgogliosamente idiota, Aladeen è “invitato” dall’ONU a dimettersi; ostinato a difendere il proprio paese dalla libertà, partirà alla volta degli USA per rispondere davanti al mondo delle proprie azioni. Ma una congiura di palazzo cambierà il corso degli eventi.
LUCI: Ci limiteremo a dire che, secondo il nostro modesto, immodestissimo parere, è uno dei film satirico – demenziali congegnati meglio degli ultimi anni, migliore di gran lunga anche di tutti i lavori precedenti di Sacha Baron Cohen. Innanzitutto, ha il coraggio di smascherare l’ipocrisia dilagante e agghiacciante dietro il “politically correct”, quella che spinge le persone, per sfuggire allo stereotipo e alla mancanza di rispetto nei confronti di determinate categorie di esseri umani, a stereotiparle ancora di più, ai limiti della ghettizzazione, nonché a dare saggi di schizofrenia morale e d’irrazionalità che ci spiace definire ancora agghiacciante: l’incarnazione perfetta di questa mentalità, nella pellicola, è Anna Faris, che, per timore di essere considerata insensibile e retrograda, gestisce la sua impresa in modo fallimentare. Basti pensare alla scaffalista senza mani o al cassiere privo del concetto di denaro: o, ancora più assurdo, il figlio d’arte laureato in Albania messo a fare l’assessore. Ops! Secondariamente, ha il merito di evidenziare la corruzione cui l’uso del termine “democrazia” è andato incontro in Occidente (in particolare negli USA): ci è “sembrato” di scorgere, nel discorso finale, una sorta di metafora in cui Wadiya riflette la situazione statunitense attuale. Del resto, Aladeen potrebbe assomigliare a Osama Bin Laden, a Saddam Hussein, a Mu’ammar Gheddafi, ma potrebbe ricordare anche il nostro mitico, nanissimo Silvietto e il gorillissimo George W. Bush. Segnaliamo la presenza di attoroni del calibro di Ben Kingsley, John C. Reilly, Edward Norton; le performance dei protagonisti sono all’altezza.
OMBRE: Sebbene il film sia molto piacevole, a guardarlo si ha la sensazione di un dèjà-vu, più divertente, più intelligente ma comunque un dèjà-vu di film come Ali G Indahouse o Borat, in cui abbiamo sempre un personaggio irriverente e scorretto che smaschera le tare della società occidentale. Sembra quasi che i lavori precedenti siano stati esperimenti per riuscire a trovare l’equilibrio che rende questo film il migliore tra i quattro.

VOTO: 8.25

CONSIGLIATO: Assolutamente sì. Si entra in sala con l’idea di guardare un film infantile, scontato e volgare (sì, lo è!) e si esce con l’addominalata dolente dalle risate e con una discussione da intavolare con i propri amici (quelli che pensano) a proposito della situazione politica attuale.

SE VI È PIACIUTO, CUZZATEVI: W. (2008), Qualunquemente (2011), Candidato A Sorpresa (2012).